Fotovoltaico/ Ricerca italiana in prima fila: ecco il gel che cattura il sole
Secondo gli ultimi dati raccolti alla fiera di Valencia, infatti, nel 2020 il contributo dell’energia solare in Europa sarà appena del 3%, con una copertura di non più di 1000 Km quadrati. Ecco che allora per spingere sulla crescita di questo settore si punta sui nuovi film sottili, per esempio, in telloruro di cadermio, che costano molto meno dei tradizionali, ma la ricerca, incoraggiante, è ancora nella fase sperimentale.
Pochi giorni fa è stato presentato a Milano un gel miracoloso, brevettato dopo quattro anni di ricerca dalla Esco Energy, società alle porte di Potenza, con stabilimenti anche in Calabria, 100 dipendenti che presto diventerà spa. Questo gel sembra abbia la capacita, spalmato sulle superfici come vetri e tetti, di catturare i raggi del sole trasformandoli in energia elettrica, proprio come un modulo fotovoltaico, ma con un risparmio di costi di installazione di circa un terzo rispetto alla tecnica tradizionale. Si vedrà per ora siamo ancora nella fase sperimentale.
Come sperimentale è l’accordo di partnership siglato da ERG Renew (Gruppo ERG) e Permasteelisa, società attiva nello studio, progettazione ed installazione di componentistica avanzata per l'architettura per la partecipazione ad un progetto per la ricerca e lo sviluppo di una tecnologia all’avanguardia per la produzione di moduli solari non basati sul silicio. L’obiettivo è quello di sviluppare nei prossimi quattro anni il fotovoltaico cosiddetto “organico” e realizzare una linea di produzione industriale di pannelli DSSC (Dye Sensitized Solar Cells). Questa tecnologia innovativa utilizza pigmenti organici fotosensibili e nanotecnologie per generare energia elettrica.
A differenza di quelli tradizionali, i nuovi moduli presentano processi produttivi più semplici che utilizzano meno energia, con minor impatto ambientale e costi più contenuti. Inoltre hanno una maggiore versatilità di utilizzo perché meno sensibili all’angolo di incidenza della radiazione solare, tanto da poter essere installati anche su pareti verticali (come ad esempio le vetrate di grattacieli e torri) o in situazioni di luce diffusa. Sono trasparenti e possono avere diverse colorazioni, con conseguente migliore integrabilità architettonica rispetto a quelli al silicio. L’investimento previsto iniziale sarà di 5 milioni di euro.
Ecco che quindi per una volta forse il nostro Paese sembra in prima fila nello sviluppo di nuove tecnologie legate a quello che sembra davvero uno dei business più promettenti del prossimo futuro. Perché grande parte dello sviluppo del fotovoltaico si basa proprio sulla riduzione dei costi di installazione e sul miglioramento delle tecniche fino ad ora adottate, anche dal punto di vista dell’efficienza, come è il caso dei nuovi pannelli ad inseguimento che hanno lo scopo di mantenere il piano dei moduli fotovoltaici perpendicolare al raggio del sole, permettendo cosi una maggiore efficienza del 40-45%, con un costo di installazione maggiore del 10% circa, rispetto ai pannelli tradizionali.
Se si pensa che i regolatori elettronici di ultima generazione sono in grado di ottimizzare il posizionamento anche in situazioni di cielo nuvoloso o tempo variabile, grazie ad algoritmi che considerano tutte le possibili situazioni. L’impiego su vasta scala del fotovoltaico quindi dimostra di essere un processo a lungo termine perché, anche se la tecnologia è già disponibile oggi, essa richiede appunto ulteriori sviluppi per abbattere i costi dell’energia prodotta. E questa sarò perciò la nuova sfida del futuro per i competitors del settore, che nel prossimo decennio porterà, secondo gli esperti, alla soluzione delle attuali criticità tecnologiche.
La partecipazione dell’Italia a questa sfida è perciò una importante opportunità per qualificarsi tecnologicamente a livello internazionale. Tutto ciò richiede un ambizioso e coerente programma di ricerca e sviluppo, di incentivi al mercato di formazione e informazione e di normative e regole chiare. Sperando che ancora una volta il nostro Paese non si faccia sfuggire questa ennesima occasione.
Vincenzo Caccioppoli



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