Ford/ Per la casa automobilistica tornano gli utili
Che Ford fosse dei tre produttori automobilistici americani quello messo meglio in quanto entrato per primo in crisi e per primo in grado di attuare una decisa ristrutturazione appariva chiaro, visto che a differenza di Chrysler (che tenta di estendere gli incentivi per lasciare il posto di lavoro ad altri 23 mila dipendenti, notizia che fa salire il titolo Fiat sul listino di Milano) e General Motors non ha dovuto ricorrere ad alcuna “bancarotta pilotata” nei mesi scorsi.
Ma non erano molti, per usare un eufemismo, gli analisti che avrebbero scommesso che il gruppo potesse registrare un utile netto (il primo dal primo trimestre 2008) di 997 milioni di dollari nel terzo trimestre dell’anno (29 centesimi per azione) rispetto ai 161 milioni di perdita (7 centesimi di rosso per azione) dello stesso periodo dello scorso anno. Le stime di consensus parlavano anzi di una perdita attesa di 13 centesimi per azione.
Al netto delle imposte l’utile operativo è di 873 milioni, rispetto ai 3 miliardi di perdite di un anno fa, un risultato che non ha risentito del calo nel periodo il giro d’affari a 30,9 miliardi di dollari contro i 31,7 miliardi di dodici mesi or sono (anche in questo caso il dato è superiore alle previsioni medie di Wall Street, pari a 29,1 miliardi). Altra buona notizia, il gruppo ha registrato flussi di cassa positivi nel trimestre.
Così Ford ha potuto annunciare di aver rivisto il proprio obiettivo reddituale per l’intero 2009 dal raggiungere “il punto di pareggio o fare meglio” a “ottenere un solido profitto” a livello di risultato ante imposte ed escluse le voci straordinarie. Non che questo comporti automaticamente un 2010 di tutto riposo, anzi il gruppo ha messo le mani avanti precisando di ritenere che il prossimo anno l’intero settore automobilistico europeo (e dunque anche il produttore americano, impegnato in queste settimane nella cessione della controllata svedese Volvo) potrebbe registrare un “calo sostanziale dei volumi di vendita”.
Il risultato di Ford è comunque un segnale incoraggiante che testimonia come anche in questa crisi chi ha saputo (e saprà anche nei prossimi mesi) muoversi meglio, adottando senza indugi quelle misure di ristrutturazione degli impianti e della manodopera, varando il rinnovo della propria gamma e sfruttando al meglio gli aiuti di stato (al gruppo finiranno entro tutto il 2011 5,9 miliardi di dollari di fondi a favore dello sviluppo dell’auto elettrica).



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















