Casi e casini di borsa/ L’estate rovente di Fondiaria-Sai, il titolo resta al centro di tutte le voci a Piazza Affari
E’ sempre attorno a Fondiaria-Sai e al futuro della famiglia Ligresti che si concentrano le voci e l’attenzione di Piazza Affari in una settimana apertasi all’insegna delle ricoperture scattate ovunque sui principali settori e titoli più marcatamente in ipervenduto dopo le batoste delle ultime settimane. La compagnia di assicurazione chiude infatti con un guadagno del 4,33 punti percentuali, nel giorno in cui Axa, di cui a lungo si era parlato come possibile pretendente della compagnia, si prepara a fare cassa confermando di aver in corso trattative con la britannica Resolution per la cessione di parte delle proprie attività in Gran Bretagna.
Una cessione che dovrebbe portare nelle casse del gruppo francese 3,3 miliardi di euro, chissà se utili o meno a fare shopping in Italia successivamente. Intanto però il gruppo controllato dalla famiglia Ligresti beneficia della conclusione della vicenda Citylife. Nonostante le ipotesi che i Ligresti riuscissero a guadagnare tempo, sfruttando le amicizie con Cesare Geronzi (Generali) e Silvio Berlusconi per non passare la mano nel riassetto legato all’uscita di Lamaro (gruppo Toti) alla fine FonSai ha gettato la spugna non esercitando il diritto di prelazione. Non tutti i mali vengono per nuocere e in questo caso secondo gli esperti di Equita Sim la vicenda ha un risvolto positivo per FonSai, visto che non comporterà un impegno ulteriore nella successiva e ben più impegnativa fase di sviluppo.
Con un mercato immobiliare tutt’altro che uscito dalla crisi, insomma, FonSai avrebbe preferito mantenere le posizioni e non rischiare ulteriormente. Anzi secondo molti a questo punto la già prevista uscita di scena da City Life (ma non da Tre Torri, cui è affidato lo sviluppo del progetto e al 50% in mano proprio a FonSai) consentirebbe, grazie a Generali (candidate secondo molti all’acquisto della quota dei Ligresti) entro 6-12 mesi al massimo di far affluire altri 70-80 milioni di euro (con un premio pari a un terzo circa rispetto a quanto pagato a Lamaro per il suo 20%). Quanto basta a Equita per confermare il proprio giudizio neutrale sul titolo con un target price di 9 euro per azione.
Un’ulteriore voce vuole poi che la compagnia assicurativa abbia ceduto per 83 milioni di euro le residue obbligazioni Lehman Brothers ancora detenute, con una plusvalenza di 23 milioni di euro rispetto al valore iscritto in bilancio (che scontava una svalutazione dell’80% rispetto al prezzo di carico). Anche in questo caso una partita delicata che si sarebbe chiusa giocando bene in difesa, il che in un periodo in cui continuano ad affiorare nuovi dubbi sull’impatto che le manovre di bilancio varate dai governi europei potranno avere sia sulla ripresa economica sia sul settore finanziario (in molti prevedono una nuova stagione di svalutazioni per banche e assicurazioni, il che potrebbe deprimere nuovamente gli utili e indurre a una nuova stretta sul credito) pare una strategia prudente che il mercato mostra di apprezzare particolarmente.
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















