Focus mercati/ Hedge funds, fuga dei clienti. World Bank: "Ue in recessione"

Allarme fiducia sui mercati: continua la fuga degli investitori dai grossi fondi di investimento. Il gruppo Man, il primo hedge fund manager del mondo, per il secondo trimestre consecutivo, ha registrato una nuovo massiccio calo della clientela.
Secondo quanto ha appena fatto sapere lo stesso hedge fund, nel trimestre concluso a dicembre i clienti del gruppo hanno ritirato 2,5 miliardi di dollari, portando il totale dei fondi gestiti da 63,5 a 8,4 miliardi di dollari.
A settembre Man aveva annunciato la più grossa fuga della clientela dall'inizio del 2009. Il ritiro dei fondi e' legato, non solo alla crisi del debito europeo, ma anche all'abbassamento dei rendimenti finanziari. Calo che ha costretto Il gruppo ad annunciare un'ulteriore sforbiciata dei costi per 75 milioni di dollari, dopo i risparmi per 40 miliardi di dollari precedentemente annunciati.
A contribuire ad alimentare la prudenza degli investitori sui mercati sono anche le fosce prospettive di crescita dell'economia mondiale. Economia su cui la Banca Mondiale ha rivisto in negativo le stime di crescita per il 2012, trend su cui pesa lacrisi del debito della zona euro. E probabilmente non finirà qui: "Ci sono molto rischi - ammonisce l'istituto guidato da Robert Zoellick - che le nuove stime siano troppo ottimiste". Le ultime previsioni dell'istituto sull'economia mondiale danno una crescita del Pil planetario del 2,5% nel 2012, un calo dell'1,1% rispetto a quanto previsto a giugno. Nel 2011 la crescita è stata del 2,7%, mentre nel 2013 la situazione dovrebbe poi migliorare, e la crescita attestarsi su un 3,1%.
Motore del Pil saranno quest'anno le economie in via di sviluppo, che cresceranno del 5,4%. Per le economie avanzate la crescita sarà dell'1,4% e per il pil di Eurolandia è prevista una contrazione dello 0,3%. "Il rallentamento dell'economia è percepibile nella diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale e nel calo dei prezzi dei prodotti di base", afferma la Banca Mondiale. Gli scambi commerciali sono previsti salire del 4,7% nel 2012, contro il +6,6% del 2011 e il +12,4% del 2010. "I paesi in via di sviluppo devono prepararsi a nuovi shock con la crisi del debito nell'area euro e il rallentamento della crescita delle grandi economie emergenti" evidenzia l'istituto di Washington, riferendosi alla Cina e al Brasile. I paesi in via di sviluppo hanno meno spazio di manovra fiscale e monetaria rispetto al 2008-2009 per combattere la crisi. Per questo "devono finanziare i loro deficit, dare la priorità alle reti di protezione sociale e alle infrastrutture e condurre stress test sulle banche nazionali".
Le prospettive per i paesi poveri sono favorevoli ma - evidenzia la Banca Mondiale - "se la crisi si intensifica nessuno sarà risparmiato. E' necessario prepararsi al peggio". Secondo la Banca Mondiale, in questo contesto, il tema della sicurezza alimentare per i paesi più poveri è centrale.


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