Fisco/ Tremonti: Riforma possibile, ma serve prudenza e consenso. E Bonaiuti esclude tagli
La riforma fiscale e' possibile ma servono grande prudenza e grande consenso. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, torna sul tema più caldo di questi giorni. Secondo il titolare di Via XX Settembre, ''il fisco italiano non riflette piu' la realta' dell'Italia. Con Berlusconi, siamo convinti che non si puo' entrare nel nuovo secolo con gli strumenti di cinquant'anni fa. E tuttavia abbiamo una serie di vincoli, a partire dal debito pubblico. Sappiamo che non possiamo fare errori, e dobbiamo tra l'altro combinare la riforma fiscale con il federalismo fiscale. E' un meccanismo ad alta complesita'. Ecco perche' servono insieme alla determinazione politica e all'ottimismo sempre necessario anche una grande prudenza e un grande consenso''.
Commentando le parole del presidente del Consiglio, che ieri tra le altre cose ha annunciato per il 2010 proprio una riforma del fisco, Tremonti ha chiarito: ''una riforma fiscale non e' una manovra elettorale. Non e' neppure una manovra finanziaria, e' qualcosa di enormemente piu' complesso. E' una sfida che Berlusconi ha lanciato gia' nel '94. Il discorso che abbiamo fatto col premier e' che noi abbiamo un sistema fiscale che e' stato disegnato negli anni '60, messo in legge negli anni '70 e poi per 40 anni infinitamente rattopato. E' diventato un labirinto. Abbiamo una infinita quantita' di regimi fiscali che non corrispondono alla facolta' di comprensioone della mente umana''.
Tremonti ha poi parlato dell'aumento del debito pubblico: ''E' vero che abbiamo un debito che sale'', ma questo e' dovuto al fatto che il Governo Berlusconi, ''avendo avuto la 'fortuna' di aver previsto in anticipo la crisi'', ha dato la priorita' alla preservazione dello Stato sociale. ''Che significa - ha aggiunto il ministro - garanzia senza tagli della spesa sociale, pur in un contesto di crisi. Abbiamo deciso di non adottare la strada del deficit spending: sarebbe stato fatale. Non puoi dire ad un ammalato che gli dai meno medicine perche' e' sceso il Pil. E lo stesso ad un pensionato''. Per Tremonti, inoltre, ci sono due altri punti ''interessanti'': ''primo, il debito italiano cresce meno della media europea. Secondo, i premi di rischio sul debito italiano sono minori rispetto a quelli di Paesi che hanno un debito piu' basso. Dietro questo fatto, c'e' una valutazione complessiva e finora positiva dello stato economico e della politica di bilancio italiana''.
Sul tema interviene stamattina anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. "Lo diciamo da anni. Sappiamo che il reddito fisso e' il piu tassato. Pero' per fare questo occorrono i tempi giusti e i momenti giusti", quindi "non immaginate che la riforma sia il taglio".
"Il fisco attuale -spiega Bonaiuti - risale al 1971, a una legge delega del 1971. E' un fisco elaborato alla fine degli anni '60 e teneva conto del mercato comune europeo e non dell'Unione europea, le grandi aziende, non c'era intentet, i cellulari, ma non immaginatevi che la riforma sia il taglio" delle tasse subito.
"La notizia e' che intendiamo riformare il fisco", precisa Bonaiuti riferendosi alla telefonata di ieri del presidente del Consiglio Berlusconi agli europarlamentari del Pdl. "Noi vogliamo fare le riforme, e una delle tante riforme e' quella fiscale - conclude - Per fare le riforme ci rivolgiamo, in un clima costruttivo di dialogo, alla sinistra riformista. Ieri, ho detto che se c'e', Bersani batta un colpo. Ancora una risposta non la abbiamo avuta. Sulle riforme abbiamo lanciato un invito al dialogo, ma finora non c'e' stata risposta"



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