Fisco/ Tremonti: "Aliquote elevate alibi per non pagarle"
| Il parere degli economisti/ E' importante mantenere la stabilità di bilancio se si vogliono ridurre le tasse cosi' come è necessario tagliare in maniera significativa la spesa pubblica per evitare eccessivi deficit: ed e' questa la dura sfida dell'Italia". Cosi' l'economista Nouriel Roubini, famoso per aver predetto la crisi finanziaria, è intervenuto a Davos sul dibattito in corso in Italia sul taglio delle tasse |
![]() |
Tasse, bisogna ridurle, perché troppo alte spingono i contribuenti a non pagarle, peccato che in Italia, ora, non si può diminuirle
. E' questo in sintesi uno dei principali messaggi che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha dato durante Telefisco, iniziativa promossa dal Sole 24 ore. Secondo il titolare di Via XX Settembre "avere un sistema fiscale con aliquote elevate spesso è un alibi per non pagare le tasse", ha detto infatti Tremonti dopo aver premesso, però, che ridurre le aliquote è una operazione difficile da realizzare a causa delle tensioni sui mercati e dell'alto debito pubblico italiano."Ogni giorno lo Stato italiano deve trovare compratori per 4mila miliardi di vecchie lire per i titoli di Stato e questo spiega le ragioni della nostra relativa prudenza", ha aggiunto Tremonti.
Continuando il suo intervento il ministro ha detto di ''credere nella riduzione delle aliquote e nel coinvolgimento dei Comuni'' nella lotta all'evasione.
Poi ha precisato: ''Coloro che dichiarano redditi sopra i 100.000 euro sono una minoranza, ma la vendita di auto di lusso è quattro volte tanto. Un sistema con aliquote cosi' elevate è un alibi per non pagare le tasse''. La logica è: ''Se tu paghi la metà, io continuo a chiederti il doppio''. Tremonti ha ricordato che il Governo deve anche "garantire la pace sociale. Non credo - ha aggiunto - che la via giusta sia tagliare la sanità, anche se ci sono sprechi e abusi. Un conto è fare salotto, un conto e l'attività di governo". In precedenza, il ministro aveva ribadito che eliminare l'Irap "è difficile perché togliere l'Irap vuol dire togliere la sanità".
Il ministro pidiellino ha poi affrontato il tema dell'evasione: "Il contrasto ai paradisi fiscale - ha detto - non è solo italiano ma si fa anche all'estero. Altri 20 paesi, che rappresentano l'80% dell'economia mondiale, hanno detto basta. Ci vuole tempo, ma questa è la strada giusta. La sede appropriata è l'Ocse dove ci è stata suggerita una doppia strategia: incentivare il ritorno dei capitali e contrastarne l'uscita, nel presupposto che i soldi oltre confine si presumono frutto di evasione fiscale".
Secondo il ministro, questo contrasto passa anche attraverso il rafforzamento delle strutture amministrative. "Il concetto è che vogliamo i nostri soldi indietro, tanto più che tenere ricchezze all'estero significa avere soldi 'morti' che non convengono".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















