Fisco/ I commercialisti: non si accantoni anche la riforma tributaria
I commercialisti auspicano "che dopo l'ennesimo rinvio sine die del taglio delle tasse, rimanga alta l'attenzione sul tema, non piu' differibile, di una grande riforma fiscale nel nostro Paese". E' quanto afferma in un comunicato il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti. "Quando Berlusconi sostiene che la situazione tributaria e' diventata troppo complicata anche per i dottori commercialisti, coglie nel segno", aggiunge affermando che "se il governo punta a una semplificazione complessiva del nostro sistema fiscale, trovera' sempre nei commercialisti italiani una sponda attenta e propositiva".
"Quanti di noi svolgono attivita' di assistenza e consulenza in ambito tributario - osserva Siciliotti - si scontrano quotidianamente con un livello di complessita' inutile e ridondante che determina mille rivoli di micro-adempimenti e autentiche perdite di tempo nemmeno valorizzabili in termini di parcella ai clienti. E' inevitabile che un sistema tributario, che si prefigge di rispettare il principio di capacita' contributiva individuale, presenti un determinato livello di complessita', ma nel nostro Paese siamo ben oltre questa soglia di complessita' fisiologica ed ineliminabile". Siciliotti sottolinea pero' come sia "importante non abbandonare anche gli obiettivi di riforma complessiva del prelievo fiscale, da non confondersi con quelli di abbattimento delle imposte. Una riduzione delle imposte - spiega - si puo' attuare solo se ci sono le risorse e sarebbe senz'altro opportuno non annunciarli se non se ne e' prima valutata la disponibilita'. Ma gli obiettivi di riforma complessiva del prelievo fiscale possono invece essere attuati anche mantenendo invariato il gettito e concentrandosi sulla costruzione di imposte piu' eque nella distribuzione del carico fiscale tra i diversi presupposti imponibili, rispetto a quelle che vanno a sostituire".



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