Fisco/ Berlusconi non molla: riforma entro l'anno. Uckmar con Tremonti: il progetto è ok

Lunedì, 11 gennaio 2010 - 21:59:00

Fisco/ Victor Uckmar ad Affari: "La semplificazione delle aliquote consente di evitare l'elevata sperequazione. Colpiti solo i redditi da lavoro"

Tasse, la rivoluzione di Berlusconi

La riforma del fisco, basata sul sistema della doppia aliquota si farà entro il 2010.  I l presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è fiducioso e, al rientro a Roma dopo l'aggressione del 13 dicembre a Milano, dice ai giornalisti: "Penso che si possa fare entro l'anno, soprattutto se ci sarà la volonta' di tutte le parti". Il premier ha annunciato un incontro in giornata con il Presidente della Repubblica.

Ma dall'opposizione arriva una serie di bocciature. "Passiamo da un annuncio all'altro: due mesi fa si aboliva l'Irap ora si riprende la proposta di 16 anni fa su due aliquote". Secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il Governo "ci fa correre dietro a delle palle perse". Durante una conferenza stampa a Malpensa, il leader Pd si domanda di quali riforme stiamo parlando: "che cosa vuol dire due aliquote, quali sono i tetti e le detrazioni".

Mazzette

Il segretario del Pd si dice "pronto a discutere di fisco anche domani mattina: le detrazioni Irpef per il lavoro e la famiglia; il superamento degli studi di settore; l'equilibrio tra le imposte sul lavoro e i redditi finanziari; la lotta al lavoro nero e all'evasione. Noi siamo pronti anche domani mattina" ha ribadito precisando che il Governo deve avere un'agenda politica piu' vicina alle esigenze degli italiani, come avviene in America, in Francia e in Spagna. "Questo avviene mentre noi discutiamo di processo breve - ha aggiunto il segretario del Pd - noi dobbiamo discutere di lavoro, soprattuttio per i giovani, di fisco, occuparci di piu' di temi sociali". La disponibilita' a discutere, dunque, c'e', ma "non esiste che loro fanno le proposte e noi applaudiamo, va bene la buona educazione ma la sudditanza no".

Più o meno dello stesso parere il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Che  non ha dubbi: "E' uno specchietto per le allodole". In particolare il sindacalista rileva un difetto nella proposta del premier Silvio Berlusconi: "Mentre quella più bassa resta uguale, quella più alta scende di 12 punti". Insomma, il percorso da seguire, secondo il sindacalista, "è diametralmente opposto: occorre ridurre quella più bassa e mantenere il principio costituzionale della progressività delle tasse". Il motivo ispiratore della riforma, per Epifani, è la riduzione delle imposte sulle pensioni e sul lavoro aumentando il prelievo sulle altre forme di reddito e incidendo di più nella lotta all'evasione fiscale.

Il segretario della Cgil annuncia che oggi, con una lettera ufficiale al governo, aprirà "una vera e propria vertenza sul fisco, con una mobilitazione e una serie di iniziative". E, al momento della concertazione, la Cgil porrà una condizione: "Mentre si studia la riforma, si deve cominciare subito a fare qualcosa", a partire dalla riduzione dell'aliquota dal 23% al 20% e un bonus di 500 euro, entro maggio, per sostenere o consumi.

Ma il governo va avanti compatto. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, torna sulla proposta di Berlusconi preannunciata per il 2010: "Il nostro Governo ha il coraggio di affrontare una riforma epocale", dice, ricordando come l'attuale sistema fiscale "si regge su una delega del 1971". Un'epoca, sottolinea, nella quale si faceva riferimento a "macroimprese" come la Fiat o la Olivetti, e non c'erano nè l'Unione europea, nè internet e la telefonia cellulare.

Quanto ai primi rilievi mossi dal Pd al meccanismo di tassazione basato solamente su due aliquote, Bonaiuti osserva: "Bersani, come gli amici della sinistra, ha il difetto di complicare tutto: quanto è più semplice calcolare sulla base di due aliquote! È un'idea che sconvolge la sinistra".

 

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