Fisco/ Il blitz di Cortina? Da applausi

Domenica, 8 gennaio 2012 - 16:06:00

Di Mario Furlan

Lo so, mi renderò impopolare a scriverlo, ma quando ho saputo del blitz di Equitalia a Cortina, e poi a Portofino e in altre località rinomate, mi è venuto da applaudire.

Non ce l’ho con Cortina, o con Portofino: le adoro. Non ce l’ho con i ricchi: magari ce ne fossero di più. Perché i ricchi creano ricchezza. Ma solo se sono onesti. Più soldi hai, più sei tenuto a dare il tuo contributo al Paese. E più sei tenuto ad aiutare chi ha meno.

Nei Paesi anglosassoni i milionari sono orgogliosi di esserlo: per la morale protestante che vede nella ricchezza un segno della benevolenza divina, ma soprattutto perché i soldi sono un indice di successo. Hai fatto i soldi in modo trasparente, limpido, etico?  Lavorando, impegnandoti, con il sudore della tua fronte? Complimenti. Sei un uomo arrivato. E un modello da seguire. Tutto il contrario dei nostri veri ricchi – finti poveri. Che nascondono la loro ricchezza. L’hanno ottenuta imbrogliando. Una ricchezza non di cui andare fieri, ma di cui vergognarsi.

Equitalia ha promesso nuovi controlli in posti prestigiosi. Si tratta di operazioni mediatiche? Certo che lo sono. Ma nella società dell’immagine le operazioni mediatiche servono. Per far capire, meglio di mille spot, che la tolleranza verso i grandi evasori è finita. Ne colpisci uno per educarne cento.  Il turismo nelle nostre località più prestigiose verrà danneggiato? Ovviamente sì.

Gli evasori, che sono una discreta fetta della clientela di questi posti, non saranno così stupidi da farsi trovare a Capri, a Porto Cervo o a Cortina il prossimo Ferragosto. Se ne andranno piuttosto a Saint Moritz, o a Saint Tropez. All’estero, lontano dai rastrellamenti del fisco. E anche parecchie persone oneste che incapperanno nei controlli, al mare o in montagna, saranno inevitabilmente infastidite: quando sei in vacanza hai voglia di rilassarti, non di essere sottoposto al quinto grado da un finanziere.

Ma purtroppo non si riesce a salvare capra e cavoli, ad avere la botte piena e la moglie ubriaca. Si tratta di scegliere il minore dei mali. E il minore dei mali è il bene della maggior parte di noi.



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