Protesta Ance/ Fischi e urla dei costruttori contro Matteoli. "Vergonga, vergogna". E lui: "Non ci sono soldi"
Contestazione all'assemblea dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili, nei confronti del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Mentre l'ex aennino elencava, nel suo intervento dal palco gli interventi e le misure messe in atto dal governo, sul fronte delle infrastrutture, la platea ha cominciato a rumoreggiare e fischiare e molti dei partecipanti hanno lasciato la sala, invitando gli altri associati a seguirli. "Usciamo, vergogna, basta", hanno urlato alcuni costruttori all'indirizzo di Matteoli.
Guarda il video della contestazione al ministro Altero Matteoli all'assemblea annuale dell'Ance
A protestare sarebbero stati soprattutto i giovani imprenditori dell'edilizia. "Non le hai scritte tu - hanno gridato riferendosi alle parole pronunciate dal ministro - potevi almeno leggerle prima di venire qui".
Dal canto suo, Matteoli ha interrotto per qualche istante il discorso, per poi riprenderlo. "Mi rendo conto dello stato d'animo degli imprenditori in un momento di scarsità di risorse e di crisi economica e finanziaria - ha commentato il ministro, aggiungendo - Soldi non ce ne sono. Il finanziamento per le infrastrutture avviene attraverso la defiscalizzazione''.
"E' stata una contestazione molto, molto limitata da parte di non più di 2-3 persone. E quindi non enfatizziamo la notizia", ha ribattuto Sebastiano Teramo, portavoce del ministro Matteoli, interpellato da Affari dopo la contestazione.
In apertura di lavori, il presidente di Ance, Paolo Buzzetti ha comunicato che, secondo le stime dell'ente, dall'inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono stati circa 230mila. I numeri raggiungono le 350 mila unità se si considerano anche i settori collegati alle costruzioni.
Nel rapporto congiunturale diffuso durante l'assemblea, l'Ance stima che il momento di difficoltà che investe il settore delle costruzioni "proseguirà anche nel 2012". "In assenza di misure che possano produrre effetti immediati sulla produzione" si prevede "un'ulteriore riduzione degli investimenti in costruzioni del 3,2% in termini reali".


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