Conti pubblici/ Finanziaria, è legge. Ok del Senato senza fiducia. Ecco tutte le novità della manovra
![]() |
"Devo dire che mi sento particolarmente soddisfatto per la circostanza avendo il governo deciso di non porre la fiducia è stato consentito a questo ramo del Parlamento di esprimersi, di dare voce a tutte le proprie idee, a tutte le proprie proposte, a tutte le proprie riflessioni", ha commentato il presidente del Senato, Renato Schifani, prima di indire le votazioni finali "Questo e' un fatto altamente democratico che fa onore alla vitalità del Parlamento, al centralismo del Parlamento perche' e' un istituto cardine all'interno del nostro sistema Paese. Di questo non posso che esserne pienamente soddisfatto", ha aggiunto Schifani.
Dopo 31 anni la vecchia manovra lascia definitivamente il posto alla nuova Legge di Stabilità, mandando definitivamente in soffitta le finanziarie carrozzone con maxiemendamenti da un solo articolo e centinaia di commi approvati a colpi di fiducia, assalti alla diligenza ed estenuanti tira e molla delle sessioni di bilancio. Il vice ministro all'Economia Giuseppe Vegas ha salutato la vecchia Finanziaria, affermando che "ha rappresentato l'essenza del Paese: i momenti di spesa facile" o quando si è tirata la cinghia per entrare nell'euro ed è "cambiata con il quadro politico".
La manovra 2010, nella ultima versione licenziata dalla Camera e confermata dalla commissione Bilancio del Senato, è passata da 30 a 247 commi e vale 11,139 miliardi nel 2010 in termini di indebitamento netto (maggiori entrate più minori spese), 2,9 miliardi nel 2011 e 4,152 miliardi nel 2012. Tra le principali novità ci sono il pacchetto Welfare, la stretta sugli enti locali, la Banca del Sud e il nuovo Patto sulla Salute. Eccole nel dettaglio:
SANITA': la finanziaria riduce gli incrementi fissati inizialmente per il Servizio Sanitario Nazionale. L'emendamento del Governo originario, presentato dopo l'accordo fra Stato e regioni, prevedeva un incremento di 1,6 miliardi nel 2010 e di 1,719 miliardi di euro nel 2011. L'articolo 2, su cui il Governo ha posto la fiducia, stanzia oggi un aumento di 584 milioni per il 2010 e 419 milioni per il 2011. Allo stesso tempo l'articolo 2 conferma che il mancato raggiungimento degli obiettivi del piano di rientro per le regioni in rosso comportera' per quelle regioni un aumento dello 0,15% dell'Irap e dello 0,3% dell'Irpef. Lo Stato pero' anticipera' liquidita' (1 miliardo) alle regioni con piani di rientro per l'estinzione dei debiti pregressi fino al 2005.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















