Finanziaria/ Salta in commissione il taglio degli stipendi dei consiglieri regionali
Battuta d'arresto per il governo nella Finanziaria. Dodici dei quattordici emendamenti presentati in commissione Bilancio alla Camera sono stati bocciati, del tutto o in parte, o congelati. Salve dunque solo due modifiche: quella che prevede il turn over di vigili del fuoco e delle forze dell’ordine e quella che contiene il cedolino unico per i dipendenti pubblici, gli sgravi per le banche e le norme per il terremoto in Abruzzo. Il relatore al Bilancio, Giuseppe Marinello, ha tuttavia precisato che non è detta l’ultima parola. Per quanto riguarda gli emendamenti del governo privi di relazione tecnica "credo che saranno riesaminati in una fase successiva" e anche su alcune proposte come le disposizioni del Codice delle autonomie "c’è una verifica in corso e penso che alcuni riformulati potranno essere ripresentati".
Le proposte bocciate riguardano il Codice delle autonomie con la stretta sugli enti locali (perché norme di prevalente carattere ordinamentale e perché presenta profili di incostituzionalità nella parte in cui prevede una stretta sugli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali), la proposta sulla destinazione delle entrate dello scudo fiscale (manca la ripartizione esatta delle singole voci di spesa), le zone franche urbane, la stipula di accordi di programma tra il ministero del Turismo e le Regioni, le disposizioni sulle convenzioni per la Tirrenia.
Gli emendamenti parzialmente inammissibili sono: la proposta sollecitata dal ministro Stefania Prestigiacomo (è salva la parte che destina un miliardo di euro volto a rimuovere le situazioni di rischio idrogeologico ma vengono bocciate le disposizioni sulla nomina di commissari e sui nuovi incarichi dirigenziali) e il Patto della Salute in materia di prezzo dei farmaci e delle quote di spettanza sul prezzo di vendita.



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