Finanziaria/ Il Governo mette la fiducia. Insorge Fini
Come atteso, il governo ha posto la questione di fiducia sulla Finanziaria. Ad annunciarlo in aula e' stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito dopo la votazione dell'articolo 1. La fiducia, ha spiegato il ministro, "e' sul testo della commissione". 
Gianfranco Fini
Immediata la reazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini: "La decisione del governo di apporre la questione di fiducia e' legittima ma riveste carattere politico perche' attinente esclusivamente ai rapporti tra maggioranza e governo. Ed e' per tale motivo che la presidenza della Camera ritiene deprecabile la decisione del governo". La decisione, ha detto il presidente della Camera intevenendo in aula, "non puo' essere in alcun modo considerata una decisione di carattere tecnico, non essendo giustificabile con ostacoli procedurali" perche l'opposizione "non ha avuto atteggiamenti ostruzionistici". Dunque, ha aggiunto, "la scelta di porre la fiducia, benche' costituzionalmente legittima perche' e' prerogativa dell'esecutivo, non puo' che essere considerata dalla presidenza che come una decisione attinente a questioni di carattere politico", visto che non si deve a "rapporti tra governo e oppoosizione, ma tra governo e maggioranza". Per questo, "la presidenza della Camera considera deprecabile la decisione del governo".
Fini ha anche ricordato che gia' in commissione non c'era stato "nessun atteggiamento ostruzionistico". E in aula si era avviati a un iter piuttosto veloce visto che erano arrivati 104 emendamenti, 67 dell'opposizione e 37 della maggioranza, ma quelli da votare sarebbero stati solo 64 di cui 55 dell'opposizione. E che i tempi sarebbero stato contingentati. "Credo si possa dire che da parte dell'opposizione si e' registrato il medesimo atteggiamento non ostruzionistico", ha sottolineato. Dunque, ha assicurato, la Finanziaria avrebbe potuto essere approvata nei tempi previsti e si sarebbe lasciato il tempo al Senato di fare altrettanto.
Ma il Pdl non ci sta e parte compatto all'attacco di Fini. "La decisione e soprattutto la valutazione espressa dal Presidente della Camera, al di la' della questione in se', sono destinate - lo dico a malincuore - a non aiutare l'apertura di un clima politico nuovo di cui l'Italia ha bisogno, anzi rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche", commenta Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl.
Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto e il capogruppo della Lega Roberto Cota spiegano con una nota la decisione del governo di apporre la fiducia sulla Finanziaria, replicando indirettamente al presidente della Camera. "Come dimostra la storia dei lavori parlamentari la questione di fiducia e' sempre stata una decisione politica e come tale appartiene alla competenza e alle valutazioni del Governo e della maggioranza, che ha oggi dimostrato la propria compattezza con il voto sull'articolo 1, per cui essa e' una scelta per nulla straordinaria e, come tutte le scelte, suscettibile di discussione nel dibattito politico-parlamentare, ma certamente del tutto fisiologica e naturale". "Il confronto di merito - affermano Cicchitto e Cota - e' avvenuto in Commissione, con un iter intenso e proficuo. La scelta della fiducia e' un segnale politico di conferma della forte condivisione da parte del Governo e della maggioranza sul merito del testo licenziato dalla Commissione Bilancio, che contiene tagli agli sprechi ed interventi economici importanti su welfare, sviluppo e P.A.".
Intanto, la conferenza dei capigruppo ha stabilito che la Camera voterà la fiducia sul maxiemendamento all'articolo 2 della Finanziaria domani alle 12. Giovedì invece ci sarà il voto finale.



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