Finanza pubblica/ La Corte dei Conti lancia l'allarme: "Crisi e corruzione, il debito sale"

Venerdì, 26 giugno 2009 - 11:45:00

tremonti

"Gli indici relativi all'esercizio 2008 hanno purtroppo disatteso" l'auspicio della "prosecuzione di un percorso virtuoso a riduzione del debito e deluso l'aspettativa di un miglioramento dei conti pubblici". Il Procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua requisitoria sul Rendiconto generale dello Stato, fotografa così la situazione economica dei conti dello Stato.

A pesare, la rapidità con cui la crisi finanziaria si è trasferita sull'economia reale. Ma non solo: la Corte dei Conti lancia l'allarme corruzione nelle pubbliche amministrazioni nel suo Giudizio sul Rendiconto generale dello Stato. Un fenomeno "talmente rilevante da far più che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese

CORRUZIONE. Circa 50/60 miliardi di euro all'anno. Una vera e propria 'tassa immorale e

Unione Europea

Dl anticrisi/ Si lavora per un decreto unico

Altolà/ La Commissione europea ha deciso di aprire una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia per non essersi adeguata alla sentenza della Corte di Giustizia Ue del novembre 2008 che prevede l'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico, innalzandola a 65 anni. A Roma è stata inviata una lettera di messa in mora in base a quanto previsto dall'articolo 228 del trattato Ue, primo passo della procedura d'infrazione. Se l'Italia non dovesse prendere le misure richieste, Bruxelles invierebbe un secondo e ultimo avvertimento prima delle eventuali sanzioni.

occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini'". Secondo la Corte, "altre e maggiori conseguenze vengono prodotte dalla corruzione serpeggiante nella P.a. sul piano della sua immagine, della moralità e della fiducia che costituiscono un ulteriore costo non monetizzabile per la collettività, che rischia di ostacolare (soprattutto in Italia meridionale) gli investimenti esteri , di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini e di imprese". Ma la repressione, da sola, non basta. Bisogna intervenire sul piano organizzativo "agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell'attività amministrativa al fine di prevenire e/o limitare la probabilità che si realizzino gli eventi corruttivi descritti".

CRISI E DEBITO. Il giudice contabile segnala che "il Pil ha registrato una flessione dell'1%; l'indebitamento netto è salito a 42,9 miliardi pari al 2,7% del Pil, l'avanzo primario è sceso al 2,4% e il debito pubblico ha raggiunto la cifra di 1663,65 miliardi, pari al 105,8% del Pil". Pasqualucci ricorda come "la crisi economica, e la conseguente flessione del reddito, oltre ad alcuni sgravi fiscali hanno rallentato la crescita delle entrate fiscali (+1% è la variazione rispetto al totale delle entrate 2007), la pressione fiscale è calata al 42,8%, in diminuzione di tre decimi di punto" rispetto al 2007. Si tratta di dati che, avverte Pasqualucci, "vanno inquadrati in uno scenario mondiale che è stato attraversato da una grave crisi finanziaria i cui effetti si sono rapidamente trasmessi all'economia reale".

FORTE RALLENTAMENTO ACCERTAMENTI,FLESSIONE GETTITO. La Corte dei Conti registra "un forte rallentamento degli accertamenti, che potrebbe costituire un segnale anticipatore di una prossima flessione del gettito fiscale".

GRAVE PROBLEMA SOCIETA' A PARTECIPAZIONE PUBBLICA."Permane in tutta la sua gravita' il problema delle societa' a partecipazione pubblica che negli ultimi anni si e' sviluppato particolarmente a livello locale". Pasqualucci evidenzia inoltre come "con felice espressione e' stato detto che il fenomeno delle partecipazioni statali si e' trasferito a livello locale". In base ai dati riferiti al 2006, segnala ancora la magistratura contabile, il complesso delle societa' a partecipazione pubblica ammontava a 5.128. Secondo un'indagine statistica di Unioncamere nel 2008, rileva ancora la Corte dei Conti, tale numero e' rimasto invariato per quanto riguarda i comuni, mentre e' aumentato di circa 4 punti percentuali per quanto riguarda le province e le regioni. Il numero di consiglieri di amministrazione nominati nelle suddette societa' supera le 23 mila unita' e poco piu' di 13.500 sono i componenti dei relativi collegi sindacali. "Non risultano ancora rilevazioni - spiega Pasqualucci - da cui emergano gli effetti delle varie norme emanate al fine di contenere e delimitare il fenomeno".

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