Fiat/ Via libera dell'assemblea allo spin-off

Giovedì, 16 settembre 2010 - 17:10:00

Auto/ Agosto nero per le vendite in Europa -12%. A picco Fiat

L'assemblea straordinaria del gruppo Fiat ha dato il via libera alla scissione dell'attivita' dei veicoli industriali e delle macchine agricole da quelle dell'auto e della componentistica. "Quella di oggi e' un'assemblea storica per Fiat. Siete chiamati a votare per dar vita a due Fiat", ha detto il presidente John Elkann aprendo i lavori. "Due societa' forti - ha detto ancora Elkann - con ambizioni e obiettivi".

L'operazione approvata oggi dall'assemblea degli azionisti "e' una scelta che risponde ad una logica di crescita, di autonomia e di efficienza", ha detto l'ad di Fiat Sergio Marchionne, che ha spiegato: "continuare a tenere insieme settori che hanno caratteristiche economiche-industriali cosi' diverse ha perso la propria ragione di essere". Non solo e' un concetto superato; ha smesso di essere utile". E, quindi, questo "e' il momento giusto per procedere alla scissione. Lo e' anche - ha spiegato ancora l'ad del Lingotto - perche' il business dell'auto, grazie alla partnership con Chrysler, ha raggiunto una massa critica sufficiente per muoversi in modo autonomo sul mercato. Dal punto di vista industriale-finanziario, questa e' l'unica strada per assicurare ad ogni business il miglior sviluppo strategico".

marchionne
Sergio Marchionne
I due gruppi che nasceranno - ha sottolineato ancora Marchionne - "saranno focalizzati ognuno sul proprio business, con obiettivi chiaramente identificati e riconoscibili dal mercato. Avranno un profilo ben definito che permettera' loro di dimostrare appieno il valore che altrimenti rischierebbe di rimanere in parte inespresso.

Le azioni Fiat Industrial saranno quotate alla Borsa valori dal 3 gennaio 2011, ha detto ancora il manager italo-canadese. Entro la fine di settembre - precisa - verra' richiesta l'ammissione alla quotazione di Fiat Industrial. "L'attesa e' che sia approvata prima della fine di novembre - continua - questo permettera' di stipulare l'atto di cissione a meta' dicembre e di rendere efficace l'operazione a partire dal primo gennaio 2011".

Assente l'ex presidente del gruppo, Luca Cordero di Montezemolo, tuttora membro del consiglio di amministrazione. La situazione nell'azionariato vede Exor con una quota del 30,42%, Capital Research al 4,77%, Blackrock al 2,83%, Norges Bank al 2,02%. Le azioni proprie detenute dal gruppo sono pari al 3,23%.

Intanto, in Borsa il titolo Fiat ha chiuso in calo. A fine giornata, le azioni del Lingotto hanno ceduto il 2,2%. A influenzare l'andamento del titolo e' il dato deludente sulle immatricolazioni ad agosto in Europa (vedi box).

A proposito delle prospettive future, l'ad del Lingotto ha affermato che il primo aumento dal 20% al 25% di Fiat in Chrysler potrebbe arrivare già entro quest'anno e "sarà legato al lancio della 500". "L'obiettivo è arrivare al 35% entro il 2011 - ha spiegato. - Ci stiamo lavorando e la cosa più importante è raggiungere i target".

"Continuiamo a riaffermare l'impegno per una grande Alfa" ha poi detto l'amministratore delegato della Fiat. E, a proposito dell'interesse di Volkswagen, ha aggiunto: "Non ho bussato io. Chi ha bussato ha bussato, non è stata la Fiat".

E sull'ipotesi di una quotazione in Borsa della Ferrari, Marchionne ha risposto: "Se mi chiedete se sto preparando un progetto di Ipo per la Ferrari e se ce l'ho sulla mia scrivania, rispondo di no. Non escludo però niente".

Marchionne si è detto infine ottimista sulla possibilità che Federmeccanica e sindacati trovino un accordo per definire una disciplina specifica per il settore auto. E ha assicurato che il Lingotto lavorerà insieme con Confindustria e la federazione delle aziende metalmeccaniche per trovare una soluzione che eviti l'uscita della casa automobilistica torinese dal sistema confindustriale. "Sono incoraggiato da alcune cose viste negli scorsi 60 giorni - ha detto Marchionne. - C'è buona volontà, per noi il progetto "Fabbrica Italia" è troppo importante". Una volta chiusa la partita di Pomigliano, ha poi spiegato Marchionne, "parleremo dell'allocazione dei prodotti a Torino". L'ad ha criticato nuovamente le scelte "totalmente irrazionali" dei sindacati, che si rifiutano di "allinearsi con le nostre proposte". "Bisogna andare avanti stabilimento per stabilimento per creare le condizioni di governabilità" ha proseguito Marchionne, aggiungendo che "se non si creano queste condizioni non ha senso parlare di produzioni".

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