Fiat/ Sciopero del gruppo. Scajola prende tempo sugli incentivi
Sciopero di 4 ore per turno negli stabilimenti del Gruppo Fiat indetto unitariamente dai sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic. L'iniziativa e' stata assunta a sostegno delle posizioni sindacali in vista dei prossimi incontri col Governo e con la stessa Fiat relativi al futuro dello stabilimento di Termini Imerese e a tutti gli altri rilevanti problemi aperti col Gruppo stesso. 
"Lo sciopero di oggi di tutto il comparto ha proprio il significato di partire dal rifiuto della chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, e di un problema piu' generale del risanamento del gruppo del Lingotto. Noi abbiamo espresso un giudizio non positivo sul piano industriale e la situazione piu' critica rimane quella in Sicilia, che e' diventata il nodo prioritario". Lo ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, che ha parlato davanti ai cancelli dello stabilimento di Termini Imerese.
"Quando Marchionne sostiene che in Europa c'e' una sovracapacita' produttiva in realta' in Italia non esiste e la dimostrazione sta nel fatto che importiamo oltre un milione di auto ogni anno a differenza di altri Paesi come la Germania, Francia e Spagna", ha aggiunto Rinaldini, e ha avvertito: "La Fiat e il governo devono sapere che a Termini Imerese si deve continuare a produrre auto. Su questa strada lo scontro diventera' pesante e faremo di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento e dell'indotto siciliano".
Rinaldini ha attaccato l'azienda perche', ha detto, "la Fiat sta facendo ulteriori provocazioni ogni giorno e le dichiarazioni di Marchionne sono ogni giorno piu' arroganti e credo che bisogna smettere. Marchionne -ha sottolineato il segretario della Fiom- ha cambiato spesso idea in questi anni proprio sul futuro di Termini Imerese. Oggi dice che in Sicilia non si possono piu' produrre auto eppure negli anni precedenti prima aveva presentato un piano per il raddoppio della capacita' produttiva, poi l'ha ridimensionato rispetto al primo e adesso prospetta la chiusura. Quella di chiudere lo stabilimento non e' una strada semplice per nessuno perche' noi, i sindacati unitariamente, faremo tutto per evitare la desertificazione industriale di un'area come quella di Termini Imerese. Adotteremo tutte le forme di lotta per evitare questo rischio".
Intanto, Scajola continua a temporeggiare sugli incentivi. Il governo sta valutando se siano strumenti "ancora utili" o se siano "distorsivi del mercato", ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, ventilando anche l'ipotesi di uno stop. "Non possiamo andare in maniera disarmonica con l'Europa - ha spiegato il ministro -. Nel 2009 abbiamo dato incentivi sostanziosi. Ora stiamo valutando se siano ancora utili o distorsivi del mercato". L'argomento sara' oggetto di discussione dell'incontro previsto la prossima settimana in Spagna tra i ministri dell'industria. "Se decidessimo la prosecuzione degli incentivi - ha concluso Scajola - saranno ridotti nel tempo e nell'intensita'".



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