Fiat/ La patata bollente al Governo. Scajola pensa alla mission di Termini Imerese
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![]() Sergio Marchionne |
Manca una settimana all'incontro fra l'amministratore delegato del gruppo auto e il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (il 21 dicembre, poi, il tavolo sarà allargato ai sindacati) e il futuro dei lavoratori della casa automobilistica torinese è sempre più incerto. Secondo gli analisti del settore delle quattroruote, l'andamento delle vendite nel 2010, l'anno della lenta ripresa, non dovrebbe discostarsi di molto da quello del 2009. Trend che, al netto degli incentivi, è preoccupante. Solo il varo delle agevolazioni da parte dei principali governi europei, infatti, ha consentito al comparto di risollevare la situazione dei primi mesi di quest'anno. Fonti sindacali spiegano, poi, ad Affari che i volumi complessivamente prodotti in Italia saranno intorno alle 650mila vetture (600mila circa quest'anno).
A parte la Francia che starebbe studiando un nuovo intervento di sostegno (stanziando meno risorse, però), la Germania non rinnoverà il piano incentivi (il mercato tedesco è stato trainante per le vendite della Grande Punto). Mentre, nel nostro Paese, la discussione è ancora aperta. L'ultima parola spetterà a Berlusconi: il premier, poco prima del via libera definitivo parlamentare alla Finanziaria, dovrà fare una sintesi fra le diverse richieste di spesa (subordinate però alla madre di tutte le richieste e cioè l'Irap) dei ministri. E Scajola, dopo gli 1,1 miliardi necessari a finanziare le leggi a sostegno dell'innovazione e l'avvio dell'Agenzia sul nucleare, ha messo nella sua lista, nero su bianco, 555 milioni per la proroga degli incentivi sull'auto.
Al netto delle agevolazioni alle quattroruote, dunque, si prospetta un 2010 in cui il Lingotto dovrà ancora fermare la produzione dei suoi cinque stabilimenti. Se Mirafiori comincerà subito (stop alla linea della Multipla dal 21 al 23 dicembre e di tutto l'impianto dal 24 dicembre al 6 gennaio), Pomigliano, secondo fonti sindacali, "non lavorerà almeno fino a metà del 2011 quando è previsto l'arrivo della produzione della Panda. Se va bene, lavorerà soltanto due mesi su 12 complessivi". Cassa integrazione, poi, ci sarà anche a Cassino e, stando ai programmi della Merkel, anche a Melfi (dove si produce la Grande Punto).
Sugli stabilimenti italiani, inoltre, pende l'incognita dollaro, perché, stando a quanto detto da Marchionne in sede di presentazione del piano Chrysler, i tre nuovi Alfa modelli superiori alla gamma C da destinare sia al mercato nord-americano che a quello europeo, verranno prodotti negli Usa "fino a quando sarà conveniente".



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