Fiat/ Berlino riapre la gara per Opel. Ma Gm frena
Il governo tedesco riapre a sorpresa la partita per Opel. Siamo ancora aperti a tutte le potenziali offerte per Opel, ha fatto sapere il portavoce dell'esecutivo di Berlino, Ulrich Wilhelm. "Il dossier e' ancora aperto a tutti gli offerenti", ha detto Wilhelm, precisando che le trattative tra la casa automobilistica tedesca e il gruppo austro-canadese Magna sono ancora in fase preliminare.
Questo non significa, però, che siano in corso contatti tra Fiat e Opel. Anche se, secondo una fonte vicina al dossier Opel, il gruppo cinese Beijing Automotive Industry Corp (Baic) avrebbe avuto colloqui con il governo tedesco ieri. Sebbene infatti la Baic non abbia fornito un piano completo, ha però detto chiaramente che "prende seriamente in considerazione" Opel se l'accordo con l'austro-canadese Magna dovesse fallire.
Immediata la replica di Gm che ad Affaritaliani.it sottolinea come le trattative con magna procedano in modo serrato. "Magna International e GM Europe hanno firmato un Memorandum of Unterstanding per continuare a lavorare al fine di perfezionare l'intesa per Opel e Vauxhall. Stiamo negoziando costantemente con Magna International per arrivare a un definitivo accordo entro diverse settimane. Non commentiamo pubblicamente dettagli che vengono discussi nelle trattative. A causa della complessità della vendita, non ci aspettiamo la chiusura dell'accordo finale entro pochi mesi, ma ci vorranno tra quattro e sei mesi", spiega la responsabile della comunicazione di General Motors Europe, Karin Kirchner.
Intanto, si restringe a due la rosa dei pretendenti per Saab Automobile, la divisione svedese di General Motors a cui è interessata anche l'italiana Fiat. A rivelarlo è lo stesso ceo della casa automobilistica, Jan-Ake Jonsson, in un'intervista al quotidiano finanziario Dagens Industri. "Ora stiamo negoziando soltanto con due controparti", afferma il manager secondo cui le trattative con un solo candidato potrebbero partire giù questa settimana. L'obiettivo è infatti è quello di arrivare a una lettera di intenti con un "compratore serio" prima di metà giugno.
Secondo media locali, che citano fonti anonime, i due soggetti in gara sono la svedese Koenigsegg e il finanziere americano Ira Rennert con il gruppo Renco, mentre il Lingotto comparirebbe come terzo candidato. Il mese scorso il tribunale svedese di Vanersborg ha dato tempo fino al 20 agosto per la ristrutturazione di Saab in vista della cessione. La casa svedese e' entrata in amministrazione controllata il 20 febbraio scorso.
Quanto a Chrysler, venerdì prossimo si terrà l'udienza per il ricorso presentato da alcuni fondi pensione dell'Indiana contro la cessione degli asset della casa Usa a un gruppo di soggetti guidati da Fiat. Le argomentazioni dei ricorrenti saranno ascoltate da un panel di tre giudici guidati da Dennis Jacobs. I fondi sostengono che l'operazione viola le leggi fallimentari sulla priorità dei rimborsi favorendo i creditori minori rispetto a quelli principali. La cessione di asset Chrysler a Torino è stata approvata lunedì scorso dal giudice fallimentare Arthur Gonzales e sarà effettiva da venerdì a meno che non venga accettato il ricorso.
Tornando a Gm, la casa Usa ha reso noto che a rilevare il marchio Hummer sara' la societa' cinese di meccanica e ingegneristica Sichuan Tengzhong. Il gruppo di Detroit ha firmato un accordo preliminare con la compagnia asiatica, che manterra' il management di Hummer negli Stati Uniti. Sichuan Tengzhong siglera' inoltre dei contratti a lungo termine con General Motors per la fornitura di componenti e l'assemblaggio. I termini finanziari dell'accordo sono ancora in discussione e non verranno resi noti. Prima della grande crisi delle quattro ruote, il marchio Hummer era valutato mezzo miliardo di dollari ma, secondo gli analisti, ora Gm dovrebbe ricavare dalla vendita circa 100 milioni.



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