Fiat, rilasciati i dirigenti sequestrati
I tre dirigenti, due belgi e uno torinese, sono stati bloccati dentro gli uffici della sede Fiat di Chaussèe de Louvain, intorno alle 13,45, per poi essere rilasciati dopo 5 ore.
Si tratta di una grossa filiale di vendita a marchio Fiat, Lancia e Alfa. A dicembre del 2008, visto il calo delle vendite in Belgio, il gruppo ha annunciato un piano di razionalizzazione del personale che intende portare l'organico da 90 a circa 70 dipendenti, per un taglio totale di 24 posti di lavoro.
Sono oltre due mesi che alla Fiat-Belgio va avanti una trattativa tra azienda e sindacato. Il negoziatio era stato avviato in sede Cae e, in queste ore si stava appunto svolgendo un incontro di trattativa.
Il clima comunque è sempre restato piuttosto tranquillo, con i tre dirigenti in una stanza, presidiata dai lavoratori che hanno mantenuto un comportamento molto tranquillo, anche se hanno impedito ai dirigenti di lasciare i locali. La Fiat, da parte sua, ha indicato di seguire l'evoluzione della vicenda. "Ma solo durante la riunione di oggi - hanno spiegato ancora dal Lingotto - è venuta fuori l'idea, seguendo l'esempio francese, ed è stato pensato di chiudere il nostro personale in una stanza. Non lo definirei comunque un sequestro vero e proprio".
Non appare stupito del gesto il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, che ad Affaritaliani.it spiega: "La gente sta male dappertutto per la crisi. E' un fatto giusto e sacrosanto che i lavoratori Fiat si arrabbino se l'azienda non cambia. Ci sono segnali di rilancio, ma solo per il gruppo e gli azionisti, non per i dipendenti. C'è ancora tanta cassa integrazione e lo stabilimento di Pomigliano è ancora fermo".
L'episodio che si riallaccia ai diversi sequestri di manager che si sono susseguiti nei giorni scorsi, in Francia e in Gran Bretagna. L'ultimo proprio ieri, in Francia, quando i lavoratori di un'azienda britannica hanno messo sottochiave tre manager inglesi e uno locale che volevano chiudere l'impianto in Francia. Teatro dell'azione -avvenuta a Bellegarde sur Valserine, in Francia meridionale- la succursale francese della Scapa, che produce nastri adesivi; i quattro hanno trascorso l'intera notte nelle mani degli operai.



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