Casi e casini di borsa/ Fiat in rialzo in borsa, in attesa del lancio ufficiale della 500 negli Usa
| FIAT, MORGAN STANLEY: POTREBBE VENDERE M.MARELLI E QUOTA FERRARI - La Fiat potrebbe vendere Magneti Marelli e una quota della Ferrari, prima di consolidare Chrysler. Lo ha reso noto, secondo quanto scrive l'agenzia Bloomberg, l'amministratore delegato, Sergio Marchionne in un'incontro con gli analisti tenuto venerdi' scorso. "Abbiamo lasciato Torino - scrive l'analista di Morgan Stanley, Stuart Pearson in una nota ai propri clienti scritta dopo l'incontro con Marchionne - con il chiaro messaggio che Fiat e Chrysler diventeranno un'unica compagnia". "Un'Ipo per la Ferrari e una vendita di Magneti Marelli - aggiunge l'analista - potrebbero avvenire prima" della fusione. Marchionne si e' incontrato con gli analisti per spiegare i vantaggi dello spin-off del settore industriale Fiat, che include Iveco e Cnh Global Nv. Dopo l'incontro con gli analisti della settimana scorsa in Italia, Marchionne terra' altre riunioni del genere a Londra. "No comment" della Fiat alla notizia. |
Il rinnovato interesse per il titolo del Lingotto viene messo in relazione dagli operatori al prossimo debutto ufficiale della Fiat 500 negli Stati Uniti (venerdì prossimo, con l’apertura del Salone dell’Auto di Los Angeles), dopo un’assenza del marchio italiano dal mercato nordamericano durata 27 anni. Oltre alla 500 (prodotta in Messico), su cui qualche analista esprime comunque qualche dubbio circa la reale capacità di conquistare un mercato così diverso da quello per il quale è stata originariamente concepita, l’alleanza industriale di Fiat con Chrysler prevede entro il 2014 il lancio di 34 nuovi modelli, la futura valorizzazione dei marchi Ferrari e Magneti Marelli e sinergie di costi stimate complessivamente in 1,5 miliardi di euro.
Ma il gruppo guidato da Sergio Marchionne guarda all’America anche per un altro motivo: a breve (il 17 novembre) dovrebbe essere ufficializzato il prezzo di collocamento di General Motors e in molti scommettono che sarà nella parte alta della forchetta di prezzo di 26-29 dollari per azione (per alcuni potrebbe persino essere indicato un prezzo di 30 dollari). A Fiat il collocamento dell’ex socio americano interessa molto, visto che da tempo Marchionne non ha escluso un ritorno, nel 2011, di Chrysler sul listino americano, ritorno che potrebbe essere favorito sia dal recupero più veloce di quanto preventivato delle vendite del minore tra i tre “grandi” di Detroit entrato nell’orbita di Fiat durante la crisi finanziaria 2008-2009, sia proprio dall’eventuale buona accoglienza che gli investitori faranno a GM.
Non mancano poi i giudizi positivi di alcune banche d’affari che indirizzano un ulteriore flusso d’acquisto in ottica di trading sul titolo. Morgan Stanley, in particolare, ha inserito Fiat nella propria lista delle “migliori idee” tra i titoli azionari della zona euro, confermando sia il proprio “overweight” (sovrappesare in portafoglio) sia il target price (17 euro), mentre gli esperti di Royal Bank of Scotland hanno ribadito il proprio “buy” (acquistare), migliorando il prezzo obiettivo da 13 a 15 euro per azione.
Luca Spoldi



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