Fiat/ Ad Omnibus su La7 si discute del piano pubblicato da Affaritaliani.it
"Ogni volta che si parla di ridurre un posto di lavoro nelle proprie aziende per un imprenditore è un sacrificio personale. Nessun imprenditore inizia la programmazione del lavoro pensando di licenziare un proprio dipendente. Non conosco il piano Fiat, non so se quello pubblicato è veritiero o no. Va però considerato che il settore auto propone processi di riorganizzazione profondi". Lo ha detto alla trasmissione Omnibus in onda su La 7, Aurelio Regina, presidente dell'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, commentando il piano Fiat pubblicato da Affari Italiani e da Liberazione che parla della perdita di circa 6mila 500 posti di lavoro.
"Non so dove sta il limite che va posto, ma penso che a determinarli sia anche il mercato. Non possiamo pensare che le automobili le compri lo Stato - ha sottolineato - Le automobili le comprano i consumatori. E se non le comprano o ne comprano di un certo tipo piuttosto che di un altro il mondo industriale deve dare anche una risposta a dei modelli di consumo che stanno cambiando.
L'accordo Chrysler avviene perchè il modello di consumo americano sta crollando e quindi la richiesta che il mercato prevede è di un tipo di auto di cui Chrysler non dispone le tecnologie e perciò si rivolge alla Fiat". Il presidente Uir ha aggiunto anche che la valutazione sulla situazione specifica della Fiat va inserita all'interno di una più generale che riguarda tutta la crisi. E infine ha sottolineato che "se nella situazione di crisi, la componente psicologica è parzialmente rimossa resta quella strutturale, di cui i primi segnali già si sono avuti nel 2007".



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