Casi e casini di borsa/ Fiat si prepara a lanciare bond in due tranche, salgono gli spread
Occhi puntati sul titolo Fiat Spa, che a Piazza Affari oscilla di circa mezzo punto sopra i valori della chiusura di ieri (mentre Fiat Industrial perde all’incirca altrettanto) dopo che il gruppo torinese ha annunciato l’intenzione di procedere, come gli analisti prevedevano ormai da alcune settimane, al lancio di un nuovo bond articolato in “uno o più prestiti obbligazionari benchmark con differenti scadenze”.
L’emissione, che di fatto si articolerà in due tranche a 3 e a 7 anni, verrà gestita per conto di Fiat Finance and Trade (veicolo finanziario interamente controllato da Fiat Spa) da un pool di istituti composto da Citigroup, Mediobanca, Societe Generale, Royal Bank of Scotland, Banco Santander e Ubs. Entrambe le tranche dovrebbero come detto avere un importo “benchmark”, dunque da almeno 500 milioni di euro l’una, in linea del resto con l’ultima emissione del Lingotto, del marzo scorso (un quinquennale emesso per un miliardo di euro a fronte di richieste per 3,5 miliardi, con un rendimento pari al 6,375% annuo lordo).
Rispetto all’emissione di marzo, tuttavia il rendimento dei nuovi titoli dovrebbe risultare leggermente più elevato, ovvero attorno al 6,25% per la tranche triennale (con uno spread attorno ai 380 punti base sul midswap) e al 7,50% per quella settennale (in questo caso lo spread è atteso in area 440 punti base), in entrambi i casi superiori ai 372 punti base di spread dell’emissione di tre mesi or sono. I libri risultano già aperti e, salvo qualche ritardo tecnico, il collocamento effettivo del bond dovrebbe avvenire in giornata.
Proprio sugli spread, che in questo momento risentono delle incertezze legate alla crisi del debito greco, si incentra l’attenzione degli operatori, secondo alcuni dei quali Fiat avrebbe potuto attendere un momento più favorevole, anche se il calendario ormai stringe visto che a novembre scadrà un bond da 1,1 miliardi e vista la necessità di finanziare non solo le attività italiane del gruppo ma anche quelle di Chrysler, che venerdì ha annunciato una crescita delle vendite sul mercato americano in maggio del 30% annuo e che pare rappresentare sempre di più la chiave di volta per il futuro del produttore torinese.
Luca Spoldi



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