Obama: "Yes, Fiat can"
Di Giuseppe Morello
I tempi sono quel che sono, specie per il settore auto e specie per un’azienda come la Fiat, le cui sofferenze sono plasticamente rappresentate dal pessimo esordio della Ferrari nel campionato di Formula 1. Se persino la Rossa di Maranello, simbolo dell’eccellenza meccanica italiana, arranca e fa fatica, vuol dire che il settore auto in Italia è davvero in sofferenza.
Sullo sfondo di questi fatti non proprio esaltanti, a beneficio del Lingotto arriva però un inaspettato sponsor, nientemeno che il presidente Obama. La Casa Bianca infatti caldeggia l’accordo tra Chrysler e Fiat così come è stato delineato nelle settimane scorse (tranne qualche aggiustamento) e ha condizionato la concessione di un finanziamento da 6 miliardi di dollari al buon esito dell’intesa con la casa automobilistica italiana, ritenuta la meglio titolata al momento per tirare fuori dai guai seri in cui si trova la Chrysler, alla quale non sono bastati i 4 miliardi di dollari che il governo le ha già elargito.
“Se l'intesa con Fiat non fosse raggiunta - dice la Casa Bianca - il governo non investirà altri soldi dei contribuenti in Chrysler”.
Non è facile prevedere se l’accordo tra le due case andrà in porto (anche se per Chrysler si tratta davvero dell’ultima spiaggia). Ma anche se l’intesa dovesse fallire, intanto negli Usa la semi-sconosciuta Fiat avrebbe beneficiato di uno spot pubblicitario mica male, con testimonial addirittura il Presidente Obama.
Male che vada, la Fiat avrebbe incassato almeno una citazione importante, di quelle che pesano, passando per altro (che orgoglio!) per l’unica ancora di salvataggio del colosso Chrysler.
Di questi tempi, si fa economia anche con questo.



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