Fiat/ Montezemolo apre al dialogo. Pronto l'advisor per Termini
Spiragli all'interno della vicenda Fiat. Il Presidente Luca Cordero di Montezemolo ha mostrato segnali di disponibilita' alla vigilia del tavolo sull'auto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. "Tutti i nodi vanno affrontati in un clima di dialogo e confronto sulle parti sociali e con il Governo, che ha dimostrato in questi mesi una grande attenzione alla fiera dell'auto. In questo senso dalla Fiat, lo abbiamo gia' detto piu' volte, c'e' la massima disponibilita'", ha detto dopo il recente annuncio della cassa integrazione,spiegando che la posizione della casa automobilistica e' sempre stata chiara.
Quanto al ricorso alla cig, Montezemolo ha spiegato che "sono la diretta conseguenza del crollo degli ordini che stiamo registrando in questo mese addirittura peggiore rispetto a gennaio 2009, quando il mercato tocco' il punto piu' basso".
Per quanto riguarda Termini Imerese, ha ribadito Montezemolo, "le condizioni di svantaggio competitivo dell'impianto e la non economicita' industriale rendono impossibile proseguire la produzione oltre il 2011. Inoltre - ha aggiunto - portare una produzione di grandi dimensioni, la Panda, a Pomigliano e' una decisione molto impegnativa, una scelta coraggiosa, che dimostra che la Fiat ha a cuore lo sviluppo industriale del Paese".
Ma il confronto si preannuncia dai toni accesi. "La scelta della Fiat di forzare in maniera cosi' netta la chiusura di uno stabilimento non da' risposte ai precari di Pomigliano. Mettere in cassa integrazione 30mila lavoratori per due settimane, proprio quando si deve affrontare con il Governo la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese dimostra che l'azienda sta mettendo benzina sul fuoco", sottolinea il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, "Fiat deve essere chiara e dettagliata, deve dirci quali sono le sue condizioni".
Anche il Governo conferma le sue critiche: il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha spiegato: "Ribadisco che e' stata una decisione inopportuna annunciata ad un mese di distanza, che rende piu' difficile in questa fase i colloqui che ci sono con le parti sociali per il piano di ristrutturazione della Fiat. Cominceremo domani con il tavolo sull'auto a Termini Imerese a cercare di riannodare questi fili anche se ora cio' e' piu' difficile", ha concluso Scajola. "Quello che conta e' evitare che ci siano atti unilaterali, non discussi e non verificati come e' accaduto in questo caso", ha spiegato dal canto suo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Vedremo - ha aggiunto - come se ne puo' uscire, ma soprattutto credo che serva riannodare il filo del dialogo tra il gruppo Fiat, le organizzazioni sindacali e il governo per individuare un percorso sostenibile e ragionevole di rafforzamento della capacita' produttiva del gruppo nel Paese".
Intanto, domani partirà al ministero dello Sviluppo Economico il tavolo sulla Fiat che si occupera' in particolare della questione di Termini Imerese. L'obiettivo principale e' approfondire le misure per garantire le prospettive produttive e occupazionali. All'incontro, oltre ai respnsabili del dicastero, ai rappresentanti della Fiat e dei sindacati, ci saranno anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il presidente e l'assessore all'Industria della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e Marco Venturi, e il numero uno della Confindustria Sicilia, Ivanhoe Lo Bello. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, la task force nominata dal ministro Scajola per risolvere la questione della fabbrica siciliana, potrebbe chiedere la nomina di un advisor incaricato di valutare le proposte arrivate negli ultimi giorni. Tra i compiti della task force, che e' coordinata da Giuseppe Tripoli, capo del dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del ministrero, c'e' infatti anche quello di verificare le ipotesi alternative per il futuro del sito



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