Fiat/ Marchionne: "Governi Ue come bambinaie"
| Incoronazione/ Il Financial Times definisce l'amministratore delegato della Fiat e di Chrysler, Sergio Lotta dura/ Sciopero dei lavoratori del gruppo Fiat FIAT, SCAJOLA CONVOCA TAVOLO SU TERMINI IMERESE IL 29 GENNAIO - Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha convocato per il giorno 29 gennaio prossimo il Tavolo dell'Auto per discutere del futuro di Termini Imerese. Lo rende noto un comunicato del Mse. |
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"E' passato più di mezzo secolo dalla firma del Trattato di Roma - ha tuonato Marchionne - eppure i governi europei continuano a comportarsi come bambinaie con le case automobilistiche nazionali, discriminando quelle degli altri Paesi". E se le ragioni di questa scelta potrebbero anche essere ammirevoli, come la voglia di tutelare l'occupazione, non si possono per questo costringere le aziende ad agire in modo inefficace ed inefficiente.
''Un'altra ragione ugualmente comprensibile è l'orgoglio nazionale perche' le case automobilistiche rappresentano delle icone culturali, sia negli Usa sia oltreoceano, ma la differenza fra orgoglio e vanità - ha osservato citando Aristotele - e' che una merita gli onori e l'altra li riceve". E dunque la Fiat e' molto felice dell'orgoglio dell'Italia per il suo rilancio, ha rimarcato Marchionne, ma non se il governo la tratta "come un gruppo debole che ha costante bisogno di assistenza".
Il manager del Lingotto considera molto più efficace il ricorso al Chapter 11, la legge Usa sulla bancarotta, perchè costringe e aiuta le aziende a ristruttursi". Marchionne si è dunque soffermato sui problemi di sovracapacita' produttiva delle case automobilistiche del Vecchio Continente. "A livello globale la nostra industria ha la capacità di produrre circa 94 milioni di auto all'anno, circa 30 milioni in piu' rispetto a quelle vendute - ha osservato - un terzo di questo eccesso di capacita' si trova in Europa, dove il settore automobilistico resta virtualmente l'unico settore a non aver ancora razionalizzato la produzione. L'Europa lo scorso anno ha utilizzato il 75% della propria capacita', un numero che potrebbe scendere al 65% quest'anno". Cio' si spiega con il fatto che i produttori europei non chiudono le fabbriche. " E questo perche' ricevono spesso fondi per non farlo. L'ultima volta che un impianto in Germania e' stato chiuso - ha detto - la Seconda Guerra Mondiale doveva ancora iniziare''.
Infine un passaggio sulle questioni italiane. Termini Imerese "non è in grado di competere": la decisione di chiudere lo stabilimento siciliano "è irreversibile". Marchionne, ribadisce la posizione del Lingotto e precisa: la Fiat è un'azienda e ha le responsabilità di un'azienda. Non ha le responsabilità di un governo, è il governo che deve governare. "Siamo il maggiore investitore in Italia, ma non abbiamo la responsabilità di governare il Paese".



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