Fiat/ Sergio Marchionne attacca Scajola: "Su Termini Imerese legga i dati"
Risposta secca dell'a.d. del gruppo Fiat Marchionne al ministro Scajola, che nei giorni scorsi aveva definito "folle" la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. "Per esperienza mia personale prima di usare un linguaggio pesante come follia uno dovrebbe capire i dati", ha risposto al manager al ministro Claudio Scajola che, nei giorni scorsi, aveva definito una "follia" l'eventuale chiusura di Termini Imerese. 
Marchionne, in sintesi, accusa Scajola di aver parlato senza avere una minima idea della situazione dello stabilimento: "Se uno poi li capisce magari tira conclusioni diverse". L'ad della Fiat, parlando a margine dell'udienza del processo sull'equity swap Ifil-Exor, conclude: "Aspettiamo il primo dicembre e poi anche il 21". Giorni in cui l'a.d. del Lingotto incontrerà rispettivamente Governo e parti sociali.
Tutto nasce dal piano di ristrutturazione della Fiat che, tre le tante cose, prevede la chiusura dello stabilimento di Termini. Dal 2011 la nuova Lancia Y, infatti, sarà realizzata in Polonia. Una scelta che scatena la reazione dei lavoratori (attualmente in cassa integrazione) e dei sindacati. Che il 18 novembre hanno occupato il comune siciliano.
"Se lo scordano di chiudere Termini Imerese, la Fiat ha firmato un accordo per produrre qui la nuova Y", aveva tuonato il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. Ma Marchionne aveva precisato: "Siamo pronti a discutere con il Governo. Ma non si può pensare di difendere tutto e di tenere tutti gli stabilimenti aperti". Posizione a cui aveva fatto seguito il giudizio di Scajola secondo cui la decisione di chiudere lo stabilimento è "una follia".



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