Fiat/ Marchionne: non ci sono altri stabilimenti a rischio
| Joint venture con la russa Sollers da 500mila auto - Alla presenza del presidente russo Vladimir Putin, domani la Fiat e il gruppo Sollers sigleranno una joint venture per produrre auto in Russia. L'annuncio e' arrivato dal governo russo il quale sottolinea che ''con questo progetto nascera' il secondo gruppo in Russia nella produzione di auto''. Obiettivo della joint venture e' produrre 500 mila auto l'anno con un investimento di 2,4 miliardi di euro da parte di Fiat e Sollers. Secondo indiscrezioni di stampa russa nello stabilimento di Naberezhnye Chelny verra' avviata la produzione della Fiat Linea e verra' sospesa la produzione della jeep della sud coreana SsongYang. |
"Accetto quello che ha detto il ministro - ha proseguito - guardiamo al futuro, lavoriamo sul mercato, andiamo fuori dall'Italia, stiamo lavorando dappertutto". E a chi gli domandava se questo comportera' un aumento della cassa integrazione degli stabilimenti del gruppo, Marchionne ha osservato che "ci dovra' essere per forza, ma la gestiremo".
La scelta di non rinnovare gli incentivi significa comunque "350 mila auto in meno per quanto riguarda il mercato italiano", ha sottolineato l'amministratore delegato del Lingotto.
Quanto a Termini Imerese, "Stiamo lavorando con tutte le istituzioni per trovare una soluzione, non abbiamo chiuso la porta a nessuno", ha aggiunto. E a chi gli chiedeva se oltre a Termini Imerese ci siano altri impianto a rischio chiusura, il manager ha risposto che "non ci sono altri stabilimenti in pericolo".
Immediata la replica del ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. ''Ne siamo lieti'', ha commentato. ''Non c'e' dubbio che come e' risultato dal confronto con i colleghi europei, bisogna rientrare nella normalita' del mercato - ha detto il ministro -. E rinviare questa scelta fermerebbe i consumi, se la questione non fosse chiarita. E potremmo avere difficolta' molto piu' grosse nel 2011 o nel secondo trimestre del 2010''. Ecco perche', ha proseguito il minsitro ''ci pare che sia piu' saggio rientrare celermente nella normalita' del mercato non dando incentivi al consumo, focalizzando pero' alcune risorse sull'innovazione e la ricerca nel settore. Incentivando poi il consumo per alcuni prodotti che hanno particolarmente sofferto e hanno bisogno di una spinta''.


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