Quattroruote/ Fiat, no dietrofront su Termini. Scajola: "Più auto in Italia"

Mercoledì, 2 dicembre 2009 - 08:00:00

Marchionne

"Termini Imerese dal 2011 non produrrà più auto". Nessun dietrofront dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne sul destino dello stabilimento siciliano. Non ci sono ragioni per il manager del Lingotto che ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola in vista dellla presentazione del piano del Lingotto per l'Italia: i sovra-costi che Torino sopporta rispetto agli altri stabilimenti per produrre in Sicilia sono insostenibili (dalla Fiat dicono 1000 euro in più). Quindi, "dal 2011, lì bisognerà produrre cose diverse''.

Marchionne ha commentato l'incontro con Scajola (ieri al Ministero ci sono andati i sindacati), dicendo che "la Fiat ha confermato l'impegno per il Paese" e cioè che il gruppo "cercherà di fare il meglio con gli stabilimenti e le strutture che ha", aggiungendo di aver " condiviso con il ministro i dati". I due però hanno deciso alla fine di "riportare tutto alla riunione con il Governo del 21 o 22 dicembre". Quando la Fiat, cioè, presenterà all'esecutivo il suo piano

Auto ok a novembre/ La Motorizzazione ha immatricolato nel mese di novembre 182.976 autovetture, con una variazione del +31,25% rispetto a novembre 2008, durante il quale furono immatricolate 139.413 autovetture. Nello stesso periodo ha registrato 394.441 trasferimenti di proprieta' di auto usate,
con una variazione di -0,06% rispetto a novembre 2008, durante il quale furono registrati 394.667 trasferimenti di proprietà. Il volume globale delle vendite (577.417 autovetture) ha dunque
interessato per il 31,69% auto nuove e per il 68,31% auto usate. Fiat ha fatto +27,7%, ma la quota del mercato italiano è scesa a novembre al 30,39% rispetto al
32,5% del mese precedente e al 31,22% di novembre 2008.

Metalmeccanici in sciopero a Termini dopo le dichiarazioni di Marchionne/ Tute blu in sciopero allo stabilimento Fiat di Termini Imerese dopo le dichiarazioni dell'amminstratore delegato Sergio Marchionne che, dopo l'incontro di questa mattina. Assieme agli operai della Fiat si sono fermati anche i dipendenti della Lear, azienda
dell'indotto della fabbrica torinese.

Il commento/ Fiat, adulto o vitellone? Di Giuseppe Morello

industriale. Dal manager, poi, una battuta sugli incentivi (allo studio dell'esecutivo): "Continuo ad essere totalmente agnostico, - ha sottolineato Marchionne - dipende da loro".

''Oggi abbiamo esaminato i dati del settore e si è trattato di un'occasione per continuare il dialogo tra Fiat e Governo'', ha commentato, invece, Scajola, nel corso della conferenza stampa tenuta dopo l'incontro. E' previsto che il piano industriale di Fiat venga poi discusso il 21 e 22 dicembre, ma prima dovrebbe essere presentato, ha spiegato Scajola, alla presidenza del Consiglio. Il ministro poi ha puntualizzato come ''l'obiettivo dell'esecutivo sia quello di aumentare la produzione di auto nel Paese, consentendo un uso efficiente degli stabilimenti Fiat in Italia''.

Insomma, tenendo presente quanto aveva affermato ieri l'esponente dell'esecutivo al tavolo con Fiom, Film e Uilm, si va verso lo stop dell'assemblaggio a Termini con Fiat che aumenterà la produzione in Italia, come chiede Palazzo Chigi. Il manager, infatti, ha confermato indirettamente quanto riportano le indiscrezioni sul fatto che il Lingotto produrrà circa 900 mila auto nel 2010. "Il numero non mi sembra astronomico", ha detto a questo riguardo.

Il timore dei sindacati è che una produzione legata sempre nell'automotive, ma diversa dall'assemblaggio (i rumor parlano di cabine per i trattori), non consenta di salvare tutti i 1600 posti di lavoro nella fabbrica siciliana. "Messa così non mi pare che ci siamo", ha tuonato infatti, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha chiesto una convocazione del Governo perchè anche il sindacato possa dire la sua sul piano industriale "non alla fine della costruzione ma durante, se no c'è il rischio di arrivare ad un progetto chiuso senza la possibilità di dire la propria opinione".

"Non si capisce - ha affermato il numero uno di Corso d'Italia a margine di un convegno della Fp-Cgil - sembrerebbe uno scambio tra Termini Imerese che non produrrà più auto e la disponibilità a produrre altrove. Ma in Italia c'è una capacità produttiva di 2 milioni di auto.

Proteste anche da Raffaele Lombardo, presidente della
Regione Siciliana secondo cui ''l'atteggiamento di Marchionne è inaccettabile''. Lombardo, augurandosi cheScajola e i sindacati tengano duro nel confronto con l'azienda, fa notare che "se facessimo la somma di quanto la Fiat ha gia' incamerato di contributi, cassintegrazione e quant'altro ci sarebbe da stare poco allegri''. ''Noi non vogliamo assistenza, regali, noi siamo pronti - ha aggiunto il governatore siciliano - a fare la nostra parte con i fondi per la ricerca e quanto serve per le infrastruttture in quell'area, ma per un'azienda che non ponga il problema ogni due o tre anni, ma che si stabilizzi e assicuri uno sviluppo al territorio. Mi auguro - ha concluso - che il governo nazionale non distingua tra Pomigliano e Termini in cambio di sostegno e aiuti che arrivino alla Fiat e sia irremovibile''.

Secondo quanto riferiscono alcune fonti sindacali ad Affari, le tute blu (Fiom in primis) cercheranno di far pressioni sul Governo e sul Lingotto, affinché Torino aumenti la produzione nel nostro Paese fino a oltre 1,2 milioni di vetture. Facendo assemblare in Italia anche le ammiraglie destinate al mercato europeo che il gruppo della famiglia Agnelli vuol far produrre in America (approfittando di un favorevole cambio euro/dollaro).

In questo modo, Termini Imerese, sfruttando anche i 400 milioni appena stanziati dalla giunta Lombardo per l'opera di infrastrutturazione dell'area, potrebbe continuare a produrre auto. Tutto dipenderà, però, dalla posizione (nel braccio di ferro fra la Fiat e i sindacati) che Palazzo Chigi assumerà da qui fino al 20 dicembre.

Andrea Deugeni

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