Quattroruote/ Fiat, Marchionne: "Otto mld in due anni. Stop della produzione a Termini Imerese"

Martedì, 22 dicembre 2009 - 18:59:00

"Un piano ambizioso per l'Italia con 8 miliardi di euro nei prossimi due". Chiamato a Palazzo Chigi per presentare le strategie della Fiat nel nostro Paese, l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne punta in alto, rivolgendosi al governo e ai sindacati. Ma aggiunge: "Bisogna conciliare i costi industriali con la responsabilità sociale: il puro calcolo economico avrebbe conseguenze dolorose che nessuno vuole. Un'attenzione esclusiva al sociale condurrebbe tuttavia alla scomparsa dell'azienda". Il contesto per il mercato dell'auto "continua a essere sfavorevole" ha spiegato il manager annunciando che comunque nel 2010-2011 la Fiat produrrà undici nuovi modelli auto tra cui il nuovo Doblò, Giulietta, la nuova Panda e la nuova Y.

marchionne

Entrando nel vivo del problema, ovvero la chiusura degli stabilimenti, Marchionne ha spiegato che "c'è una forte disparità dei livelli di utilizzo della manodopera tra gli stabilimenti auto di Fiat italiani ed esteri". "Dobbiamo - ha aggiunto - affrontare il problema di petto, da quello che decideremo dipende il nostro futuro. Se non ce la facciamo sarebbe una rovina". "Vogliamo che l'incontro di oggi sia tutt'altro che rituale", ha detto poi Marchionne. Parlando dello stabilimento di Termini Imerese Marchionne ha confermato che la produzione di auto cesserà a dicembre 2011 motivando questa decisione con le "condizioni di svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali" in cui il gruppo si trova a operare nel sito siciliano. "Lo stabilimento è in perdita e oggi non possiamo più permettercelo", ha detto l'a.d. di corso Marconi. La Fiat è pronta a discutere una "proposta di riconversione" sia con la Regione Sicilia che con gruppi privati, ha detto Marchionne indicando la disponibilità a trovare soluzioni al di fuori della produzione di automobili. "Siamo pronti a mettere a disposizione lo stabilimento", ha aggiunto.

Quanto a Pomigliano Marchionne ha sottolineato che "così non può reggere". "E' l'impianto più penalizzato per l'assenza di incentivi", ha detto ancora, ricordando che la Fiat ha già investito 100 milioni di euro "ma non è servito a sanare la sovraproduzione". Secondo il manager dunque bisogna destinare una nuova piattaforma, un'ipotesi di lavoro sarebbe di produrvi la futura Panda. Mentre a Mirafiori continuerebbero ad essere costruiti i modelli attuali Cassino aggiungerà la Giuletta. Anche Melfi terrà la produzione attuale.

La posizione del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. La criticità di Termini Imerese è stata sottolineata anche da Scajola, che convocherà al più presto un tavolo tra Fiat e sindacati per approfondire la questione. "Non possiamo perdere quel polo industriale" ha detto chiedendo uno "sforzo congiunto" di azienda, enti locali e governo. Abbiamo il tempo di mettere insieme le risorse per individuare un diverso sviluppo industriale" dello stabilimento che garantisca l'occupazione. "Già oggi dobbiamo prendere impegni", ha aggiunto Scajola. 

"Fiat troverà anche in Italia la stessa responsabilità che ha trovato in America da parte del governo centrale, da quelli locali e anche delle parti sociali" ha sottolineato invece il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. "Questo tavolo ha conosciuto sulla Fiat momenti difficili da far tremare i polsi", ha aggiunto, sostenendo tuttavia che "oggi possiamo discutere con serietà per garantire alla Fiat uno sviluppo nazionale e internazionale".

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