Fiat/ Marchionne conferma al governo gli investimenti in Italia

Sabato, 12 febbraio 2011 - 14:36:00

"Il presidente e l'amministratore delegato della Fiat, John Elkann e Sergio Marchionne, hanno confermato al Governo l'intenzione di perseguire gli obiettivi di sviluppo della multinazionale italiana, che prevede la crescita della produzione nel nostro paese da 650 mila a 1 milione e 400 mila auto, un obiettivo sostenuto da un investimento di Fiat e Fiat Industrial per circa 20 miliardi di euro". E' quanto si legge in una nota del Lingotto, diramata al termine dell'incontro a palazzo Chigi.

La nota prosegue spiegando che "l'azienda e le istituzioni - dal Governo alla Regione agli Enti locali - hanno condiviso la determinante rilevanza di relazioni industriali costruttive in grado di garantire la governabilita' degli stabilimenti e il pieno utilizzo degli impianti assicurando cosi' la remunerazione degli investimenti. Il Governo ha preso atto positivamente delle intenzioni manifestate dall'azienda e del suo ruolo sul mercato globale".

Nella nota, si legge che "il piano industriale Fiat e' stato al centro dell'incontro convocato a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla presenza dei Ministri Giulio Tremonti, Paolo Romani e Maurizio Sacconi e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. L'incontro successivamente e' stato allargato ai rappresentanti degli enti locali: il Governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, il Presidente delle Provincia di Torino, Antonio Saitta e il Sindaco della citta', Sergio Chiamparino". 

Insomma, la Fiat ha confermato investimenti per 20 miliardi per lo sviluppo della produzione in Italia. Lo ha sottolineato anche il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, in conferenza stampa, al termine dell'incontro. Non solo la Fiat rimarra' italiana con la volonta' di investire nel Paese, ha specifivaro Romani. "La Fiat - ha sottolineato il ministro - e' una grande multinazionale che si sta espandendo nel mondo ma che rimane con un cuore italiano. Hanno garantito di voler investire in Italia". L'apertura di una sede Fiat negli Stati Uniti non e' un problema di oggi e nemmeno di domani, ha aggiunto Romani, precisando che il tema non e' all'ordine del giorno. ''Non e' un problema di oggi - ha detto il ministro parlando della sede Fiat negli Usa - e nemmeno di domani''

Dobbiamo lavorare tutti "insieme per costruire le condizioni utili all'investimento". Investimenti che "sono condizionati alla governabilita' degli stabilimenti", ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Quello che e' emerso oggi e' che il cuore del problema e' proprio questo e lo abbiamo condiviso tutti: dobbiamo lavorare tutti per rendere flessibile l'organizzazione del lavoro e la gestione delle singole persone". "La Fiat ci ha detto che ha bisogno di relazioni industriali costruttive - ha aggiunto Sacconi al termine della conferenza stampa -. Sono certo che la maggior parte delle organizzazioni sindacali (io vorrei tutte) concorreranno a questo obiettivo". Per Sacconi il futuro di Mirafiori e' "tranquillo". Alla domanda se in Italia sorgeranno tante newco, il ministro ha replicato: "Non abbiamo parlato di questo".

Caustico il commento del leader del Pd, Pierluigi Bersani.  L'incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e l'ad della Fiat, Sergio Marchionne arriva "alla buon'ora. Dopo due anni - ha detto - temo che molte cose siano gia' successe, vedremo se si fara' luce sulle cose che devono succedere". Bersani ha quindi aggiunto che, potendo essere all'incontro, avrebbe molte domande da porre: "una in particolare - ha spiegato -: se mi si segnala una multinazione monoprodotto che abbia 4 quartier generali, io non ne conosco uno. Secondo - ha proseguito - vorrei sapere qualcosa in piu' su questo piano da 20 miliardi di Fabbrica Italia. Conosciamo solo la destinazione di un paio di quei miliardi, non sappiamo altro. Terzo, vorrei sapere cosa stia facendo il centro di ricerca Fiat. Altra cosa che vorrei sapere, ma questa toccherebbe al Governo, cosa sta succedendo alla componentistica che ha 200mila occupati. Spero - ha concluso - che gliene facciano qualcuna di queste domande".

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