Fiat/ La speranza Suv in arrivo a Mirafiori
Mercoledì, 24 novembre 2010 - 19:50:00
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La Fiat potrebbe produrre a Mirafiori - secondo ipotesi sindacali - un Suv. Dal momento che si tratta di un modello di fascia alta l'investimento sarebbe maggiore di quello di 700 milioni di euro previsto a Pomigliano. L'azienda - sempre secondo fonti sindacali - proporrà per la fabbrica torinese un modello analogo a quello dell'azienda campana: in particolare i 18 turni, gli straordinari aggiuntivi rispetto a quelli contrattuali, le flessibilità e le clausole sul rispetto degli accordi per garantire la governabilità della fabbrica. Secondo qualcuno, anche in questo caso la Fiat penserebbe alla costituzione di una newco.
"Finalmente la Fiat ha trovato una data per aprire il confronto su Mirafiori. La convocazione dimostra che i problemi nel fissare questo appuntamento erano dell'Azienda, non del sindacato". Lo sottolinea Giorgio Airaudo, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore auto. "La Fiom - aggiunge - avrebbe preferito, e tutt'ora preferisce, un incontro nazionale in una sede istituzionale, per esaminare l'insieme dei problemi del gruppo Fiat e impostare una discussione non frammentata. Peraltro, nell'incontro convocato per venerdi', l'Azienda ci propone di discutere solo di una parte dello stabilimento torinese: le Carrozzerie. In pratica, si tratta di poco piu' di 5mila addetti su un totale di 15mila degli occupati nel perimetro di Mirafiori". La Fiom, invece, prosegue Airaudo, "vorrebbe sapere quali sono le prospettive reali delle aree tecniche e di progettazione del quartier generale di Mirafiori, che contano non meno addetti delle Carrozzerie. Allo stesso modo, vorremmo conoscere le prospettive relative alle Meccaniche - che con lo spin-off rientrano in Fiat Group Automobiles -, alle Presse e, infine, alla Bertone, una carrozzeria che non puo' costituire solo un doppione di Mirafiori. Osserviamo ancora che, come ormai succede da qualche tempo, gli incontri italiani sono preceduti da messaggi americani che spesso svalutano i lavoratori italiani e il nostro Paese. Marchionne dovrebbe invece ricordarsi che se lui oggi si trova in una posizione cosi' importante negli Stati Uniti, lo deve anche ai sacrifici compiuti dai lavoratori Fiat in Italia sia prima che dopo il suo arrivo. Purtroppo, - conclude - oggi temiamo che si prepari un'ennesima drammatizzazione che noi vogliamo evitare e proveremo a evitare nell'interesse dei lavoratori e del Paese".



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