Fiat/ Elkann: pronti a diluire la quota Exor

Lunedì, 7 marzo 2011 - 10:40:00

marchionne john elkann spl
John Elkann e Sergio Marchionne
Prima ammissione di un Agnelli sul fatto che la famiglia potrebbe cedere in tutto o in parte il controllo della Fiat. A farla è stato il presidente del Lingotto, e nipote dell'Avvocato, John Elkann, che in un'intervista al Financial Times ha detto chiaramente che Exor darebbe il suo sostegno all'ipotesi di una diluizione della quota del 30% in Fiat a fronte di un progetto finalizzato a creare una societa' di maggiori dimensioni.

Parlando poi dell'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, Elkann ha osservato: "Non avremmo potuto avere un partner migliore. Abbiamo fatto molto negli ultimi dieci anni". Ed ancora, "un chiaro allineamento dei nostri obiettivi, sostegno reciproco e rispetto per i rispettivi ruoli: e' questa l'essenza di una buona relazione. E possiede un enorme talento".

FIAT INDUSTRIAL PRONTA A LANCIARE BOND IN EURO - Fiat Industrial e' pronta a tornare sul mercato dei bond. Lo annuncia la stessa societa' con una nota in cui si spiega che esiste "l'intenzione di procedere a una emissione obbligazionaria denominata in euro, subordinamente alle condizioni di mercato". La nota, tuttavia, non specifica l'ammontare dell'emissione, "che potra' anche essere articolata in uno o piu' prestiti" con differenti scadenze. "I termini finali - conclude la nota - saranno determinati al momento del pricing in base alle condizioni di mercato" e se l'emissione andra' in porto Fiat ne chiedera' la contrattazione sul mercato irlandese.
Il Financial Times sottolinea poi come "contrariamente alle previsioni di molti analisti, che avevano previsto un ruolo di secondo piano su Elkann a portare Sergio Marchionne alla guida di Fiat e a dare il via libera alla possibile diluizione della quota detenuta dalla famiglia Agnelli, aprendo cosi' la strada alla conquista del 20% di Chrysler e alla successiva operazione di spin off. Due operazioni - scrive ancora il Financial Times - impensabili per le generazioni che lo avevano preceduto ed anche per altre famiglie dell'automobile europee, quali i Peugeot e i Quandt della Bmw".

"Andare all'estero non significa che quello che c'e' in Italia si riduce", ha ribadito Elkann difendendo ancora la scelta americana di Fiat. Il Lingotto "e' un grande esempio di come una societa' italiana possa crescere all'estero e accettare la sfida dei mercati mondiali". In questo senso "l'orgoglio per le proprie radici non dovrebbe essere un freno per la crescita".

Quanto a Chrysler, la fusione completa con Torino evocata un mese fa da Sergio Marchionne, potrebbe utilizzare risorse derivanti dall'uso della leva finanziaria (in ragione non superiore al 20%) e dal ricavato di disinvestimenti. Tra questi, si legge ancora, potrebbe esserci Alpitour, la cui vendita potrebbe essere presa in considerazione "se si presentasse una buona occasione".

Il profilo-intervista su John Elkann, pubblicato dal Financial Times e intitolato "L'erede inatteso che ha messo in salvo i gioielli di famiglia", ripercorre alcune tappe della sua carriera iniziata "con un'esperienza di lavoro in incognito per l'assemblaggio di fari a Birmingham". "Lavorando in linea di montaggio - ricorda Elkann, allora ventenne - eri parte del processo produttivo e capivi subito se facevi qualcosa che non funzionava: li' ho imparato che in un ambiente di lavoro devi saperti dare da fare, se non vuoi danneggiare gli altri". "Adattabilita' - prosegue l'articolo del Financial Times - e' una parola che Elkann usa spesso, e che fa risalire al periodo della sua infanzia itinerante": "nella mia vita ho dovuto confrontarmi con ambienti dove era necessario sapersi adattare. Quello che ho imparato dalla mia esperienza professionale e dall'ambiente dove sono cresciuto - dice - e' che molto dipende dalla capacita' di convivere con l'incertezza e con le contraddizioni: ma proprio questo puo' essere la forza di un'organizzazione o di una situazione".

Infine, in una sorta di confronto con l'Avvocato, il Financial Times rileva che "se Gianni Agnelli divenne famoso negli Stati Uniti per la sua celebre amicizia con JF Kennedy, Henry Kissinger e Jacqueline Kennedy Onassis, tutti suoi ospiti nella Riviera Italiana, Elkann appare piu' discreto e sembra essere piu' attratto dall'energia imprenditoriale del Paese". Nominando le famiglie Pritzkers, Ridleys e Walton dice, infatti, "ci sono molte affinita' e abbiamo molto da imparare da queste famiglie simili a noi, che sono basate nel Medwest e hanno radici nell'industria e nella finanza. Sono molto interessato a capire come un gruppo famigliare si puo' sviluppare e come puo' cambiare nel corso del tempo".

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