Fiat/ La Corte Suprema Usa sospende la cessione di Chrysler

Martedì, 9 giugno 2009 - 16:00:00

Auto/ Fiat-Chrysler alla Corte Suprema. Gli analisti: no problem per Torino

La Fiat non molla la presa su Chrysler, nonostante negli Usa la Corte Suprema abbia congelato a tempo indeterminato la vendita degli asset della compagnia di Detroit.

La sentenza della Corte Suprema, che ha accolto la richiesta dei fondi pensione dell'Indiana di sospendere temporaneamente la cessione di Chrysler alla Fiat, non specifica quanto durera' il rinvio. Se i tempi saranno brevi l'intesa con Fiat procedera' speditamente. Se invece saranno lunghi la cessione delle attivita' Chrysler alla newco potrebbe richiedere settimane, o addirittura mesi per essere completata.

Nel frattempo la Fiat ha chiarito che intende andare avanti con la sua offerta, anche se il rinvio andra' oltre la scadenza del 15 giugno, fissata per l'ufficializzazione dell'intesa con Chrysler. "Non ce ne andremo mai" rivela l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne.

Il giudice Ruth Bader Ginsburg, che ieri ha sospeso la vendita, potrebbe ora decidere di esaminare il ricorso dei tre fondi pensione da sola, affrettando cosi' la procedura, oppure potrebbe chiedere agli altri giudici di valutare se e' il caso di riunire l'intero collegio in seduta plenaria per riesaminare il caso, come chiedono i creditori di Chrysler. Una procedura di questo tipo raramente viene utilizzata dalla Corte Suprema per prendere in esame casi come quello di Chrysler e, negli ultimi anni, e' stata adottata solo per i casi di pena di morte, per quelli di terrorismo e per i finanziamenti illeciti in campagna elettorale.

I tre fondi pensione dell'Indiana sostengono che l'accordo Fiat-Chrysler viola le leggi sul fallimento e che il governo Usa non ha diritto di usare i fondi del piano Tarp, destinati al settore finanziario, per aiutare il comparto dell'auto.

Il congelamento della cessione delle attivita' Chrysler e' un brutto colpo per l'amministrazione Obama, che ha apertamente caldeggiato l'intesa con Fiat e, prima della sentenza, ha invitato la Corte Suprema a non pronunciarsi, lasciando che il salvataggio della Chrysler proseguisse senza intoppi. Inoltre lo stop a Chrysler potrebbe avere serie ripercussioni sulla bancarotta di General Motors.

Il presidente Usa, Barack Obama ha infatti annunciato la bancarotta di Gm, lo scorso primo giugno, citando la procedura veloce per Chrysler come la dimostrazione che anche l'altro colosso di Detroit, la cui dichiarazione di insolvenza si presenta molto piu' complessa e difficile da far passare rispetto a quella di Chrysler, avrebbe potuto procedere agilmente.

Intanto il titolo Fiat perde terreno: al giro di boa è in calo dello 0,73%.

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