Fiat/ I termini dell'intesa con Chrysler: a Torino quota 20%
La Fiat ha reso noto nei dettagli i modi in cui si realizzera' l'intesa con Chrysler, che prevede per gli italiani l'assegnazione di una quota del 20%: "L'operazione sara' effettuata tramite la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler ad una NewCo in base a determinate previsioni della legge fallimentare statunitense (US Bankruptcy Code)", si legge in una nota.
"A seguito di un intenso periodo di consultazione con il Dipartimento del Tesoro statunitense e con tutte le altre parti interessate, inclusi il Governo canadese, la United Auto Workers (UAW) e la Canadian Auto Workers (CAW), Chrysler ha scelto tale opzione come la piu' efficace per la ristrutturazione del proprio debito. Di conseguenza - prosegue la nota - Chrysler richiedera' al Tribunale fallimentare di New York l'approvazione della vendita delle attivita' di Chrysler alla NewCo. In caso di approvazione dell'operazione da parte del Tribunale e subordinatamente all'approvazione delle autorita' regolamentari, le parti saranno tenute a completare l'operazione nel piu' breve tempo possibile".
"In attesa di tali approvazioni, Chrysler, nella sua forma attuale, continuera' a svolgere la propria attivita' e il Dipartimento del Tesoro statunitense e il Governo canadese concederanno alla societa' finanziamenti al fine di consentirle di adempiere ai propri obblighi verso i dipendenti e di far fronte ai fabbisogni operativi". Dall'inizio di maggio, Chrysler potra' beneficiare di nuovi accordi di finanziamento alla rete stipulati con GMAC, la quale fornira' anche finanziamenti al cliente finale. "Al momento del closing dell'operazione, la NewCo assumera' - prosegue la nota di Fiat - la ragione sociale di Chrysler e diventera' proprietaria di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler con l'esclusione di determinati debiti e altre passivita'".
"Al closing, la NewCo assegnera' a Fiat una quota equivalente al 20 per cento del capitale e dei diritti di voto, al netto degli effetti diluitivi, e Fiat stipulera' gli accordi industriali con Chrysler. Parimenti, la Voluntary Employee Benefit Association (VEBA), al momento del closing, ricevera' una partecipazione del 55%, al netto degli effetti diluitivi. Tale partecipazione sara' amministrata dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Il Dipartimento del Tesoro statunitense e il Governo canadese possiederanno complessivamente il rimanente 10% del capitale, al netto degli effetti diluitivi". "La nuova Chrysler beneficera' inoltre dei nuovi contratti collettivi di lavoro recentemente siglati con UAW e CAW e di un finanziamento da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense di 6,5 miliardi di dollari".
"La nuova Chrysler - prosegue il comunicato - sara' gestita da un consiglio di amministrazione composto da nove membri. Tre amministratori saranno nominati da Fiat, uno dei quali dovra' soddisfare i criteri di indipendenza stabiliti dal regolamento del New York Stock Exchange. Veba e il Governo canadese avranno il diritto di nominare un amministratore ciascuno. Inizialmente, il Dipartimento del Tesoro statunitense avra' il diritto di nominare quattro amministratori (tre dei quali indipendenti). Fiat avra' il diritto di ricevere un'ulteriore partecipazione del 15% (sia in termini di valore sia di diritti di voto), al netto degli effetti diluitivi. Questa ulteriore partecipazione sara' attribuita in tre tranche da 5% ognuna, subordinate al raggiungimento di obiettivi predeterminati ed in particolare: all'ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione negli Stati Uniti della famiglia del motore FIRE; al raggiungimento di target di vendita di veicoli Chrysler al di fuori dell'area Nafta; all'ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione di un modello Chrysler basato su tecnologia Fiat".
Quando otterra' tale ulteriore partecipazione del 15%, Fiat avra' anche il diritto di nominare un ulteriore amministratore di Chrysler. "Inoltre, a Fiat - informa ancora la nota - spettera' l'opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2016). Il controvalore di tale partecipazione sara' determinato in base a criteri di valutazione standard di mercato e in ogni caso non potra' essere superiore al multiplo di Fiat a quella data. Questa facolta' non potra' essere esercitata fino a che il debito nei confronti del Dipartimento del Tesoro statunitense non sara' inferiore a 3 miliardi di dollari". Fiat non potra' superare la quota di partecipazione del 49% fino a quando l'intero debito verso il Dipartimento del Tesoro statunitense non sara' stato rimborsato.



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