Fiat/ Te la do io l’America: la 500 non decolla, da marzo vendute meno di 5 mila vetture

Giovedì, 14 luglio 2011 - 17:27:00

fiat 500
Fiat 500
Sergio Marchionne e la Fiat puntano sempre più sull’America, lo si è capito da tempo, ma gli Stati Uniti sono un mercato tutt’altro che semplice, anche se si riesce a mettere le mani sul terzo produttore locale, Chrysler, come il numero uno del Lingotto è riuscito a fare approfittando delle circostanze favorevoli (ossia della crisi in cui Chrysler era precipitata e dalla quale sembra stia riuscendo a emergere).

Così se la stampa anche americana celebra il “risorgere” della più piccola delle “tre grandi” di Detroit, che anche in giugno ha visto aumentare le immatricolazioni del 30% su base annua (contro un molto più modesto +2,8% del mercato nel suo complesso), segnando il quindicesimo mese consecutivo di crescita su base annua, per i marchi italiani l’accoglienza del mercato è stata finora piuttosto tiepida.

lancia stratos
Lancia Stratos
I comunicati stampa della stessa Chrysler parlano chiaro: le vendite della Fiat 500 in giugno sono sì salite del 3% rispetto al mese precedente, ma hanno raggiunto solo le 1.803 unità vendute, mentre da marzo, quando i primi esemplari hanno iniziato a circolare sulle strade a stelle e strisce, il totale non arriva quota 5 mila (per essere precisi a fine giugno ne erano state vendute 4.944 esemplari, sempre in base ai comunicati stampa ufficiali). Di venti modelli attualmente distribuiti dalla rete di dealer Chrysler (di cui 70 dei 140 previsti hanno già iniziato a vendere la “piccola” di casa Fiat) solo due (il Dodge Viper e il Ram Dakota) hanno venduto meno nel mese e solo il Viper (che però è una sportiva di lusso, non una citycar) ha venduto meno da inizio anno.

Non si poteva probabilmente sperare di più, visto che nonostante molte recensioni positive, l’ultima giunta da Kelley Blue Book, che l’ha definita l’auto più “cool” dell’anno tra quelle sotto i 18 mila dollari di costo per esemplare, la Fiat 500 difficilmente raggiungerà importanti volumi di vendita sinchè non saranno passati un paio d’anni dalla sua introduzione sul mercato, semplicemente perché negli Usa il ricordo delle ultime Fiat (le “Ritmo” degli anni Ottanta) trattiene molti potenziali acquirenti, che vogliono essere certi di una raggiunta affidabilità della macchina prima di effettuare l’acquisto (fino a qualche anno fa del resto l’acronimo Fiat era “interpretato” dagli automobilisti americani con la battuta “Fix it again Tony”, ossia “riparala di nuovo Tony”).

A volte poi ci si mette anche qualche “bisticcio in famiglia” a limitare la diffusione dei brand di casa Fiat negli States, come nel caso della nuova Lancia Stratos. Si tratta in questo caso di progetto portato avanti da Michael Stoschek, nipote di Max Brose, fondatore nel 1908 a Berlino  di una società commerciale per accessori automobilistici, che prevede la trasformazione di modelli Ferrari in nuove Lancia Stratos. Finora ne è stato prodotto un solo esemplare, trasformando (presso la Pininfarina) una Ferrari 430 Scuderia, ma secondo Stoschek vi sarebbe la possibilità di realizzarne 25 esemplari da vendere a circa 600 mila euro l’uno.

L’idea, che circola da qualche tempo, pare aver raccolto già una quarantina di manifestazioni d’interesse ma è per ora bloccata dalla mancanza di un accordo con la Ferrari (cui spetta di autorizzare eventualmente Pininfarina a trasformare altrettanti sue vetture in nuove Lancia Stratos). Un business probabilmente ininfluente sui bilanci dell’azienda guidata da Luca Cordero di Montezemolo, ma che potrebbe servire a ridare al marchio Lancia e dunque al gruppo Fiat quell’allure che tuttora le manca in America.

Luca Spoldi

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