Fiat/ Vicino l'accordo con i sindacati Chrysler
Potrebbe essere solo questioni di giorni per veder decollare l'accordo tra Fiat e Chrysler. I tempi stringono ma per il New York Times, che cita fonti vicine ai negoziati, la casa automobilistica statunitense avrebbe quasi raggiunto l'intesa con il sindacato United Automobile Worker che spianerebbe la strada all'alleanza con il Lingotto. Sembra ottimista anche il numero del colosso automobilistico Usa, Bob Nardelli, che ha annunciato che saranno il governo statunitense e Fiat a nominare il cda di Chrysler e il futuro amministratore delegato, se andra' in porto l'alleanza nella quale il gruppo italiano dovrebbe avere una quota iniziale del 20% per poi salire al 35%. In una nota ai dipendenti, Nardelli ha scritto chiaramente che "il board avra' la responsabilita' di nominare un presidente e selezionera' anche un a.d. con il consenso di Fiat".
Il che potrebbe voler dire la fine della gestione Nardelli in Chrysler iniziata nel 2007 dopo che Cerberus Capital Management aveva acquisito oltre l'80% del gruppo. Fiat, ha spiegato il top manager, "crede fortemente nei reciproci benefici che l'alleanza creerebbe per entrambe le nostre compagnie, i nostri consumatori, i nostri dipendenti". E l'accordo a questo punto sembra essere piu' vicino. Negli ultimi giorni, infatti, i negoziati tra Chrysler e i sindacati - da cui dipende l'intesa con il Lingotto - si sono intensificati e la compagnia ha accettato di offrire piu' del 20% delle sue azioni al sindacato Uaw per pagare la meta' dei 10,6 miliardi di dollari di debiti che gravano sul fondo sanitario dei pensionati. Un compromesso non ancora formalmente accettato dal sindacato, anche se, per il Nyt, potrebbe solo essere questione di giorni.
Secondo fonti interne al gruppo Usa la compagnia e' ottimista sul fatto che l'intesa con il Uaw potrebbe essere raggiunta prima della scadenza del 30 aprile, data entro la quale la casa automobilistica dovra' presentare un piano di ristrutturazione industriale che, se accettato dalla Casa Bianca, le consentira' di accedere a 6 miliardi di dollari di aiuti pubblici. A Torino pero' non si sbilanciano. Il presidente della Fiat, Luca Cordero Montezemolo, si limita a dire che bisogna "lasciar lavorare Sergio Marchionne e i suoi collaboratori per vedere se si puo' arrivare a una soluzione entro la fine del mese". Quanto a un possibile interesse per la tedesca Opel, ventilato dalla stampa, Montezemolo smentisce categoricamente: "No, non c'e'". Intanto il titolo Fiat vola in borsa - favorito anche dai buoni risultati delle vendite di auto in Europa nel mese di marzo - e sfiora gli 8 euro con un progresso di oltre il 7%.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















