Fiat/ Marchionne: settembre migliore dell’anno passato. E il titolo vola
Le vendite dello scorso mese di settembre sono state per il gruppo Fiat “molto miglio” di quelle di un anno fa: lo ha affermato oggi il numero uno Sergio Marchionne, finendo col movimentare il titolo dopo i rovesci delle scorse sedute dato che subito la borsa ha risposto con entusiasmo, con Fiat sospesa al rialzo nel corso della giornata per poi avviarsi a chiudere in crescita di oltre il 12%.
Certo, non basta una rondine a far primavera e Marchionne lo sa bene: commentando il possibile matrimonio tra l’ex socio americano General Motors e Chrysler Llc (con cui lo stesso Marchionne secondo alcuni stava trattando per accordarsi per la produzione e commercializzazione, attraverso la rete Chrysler, dell’Alfa Romeo e forse della Fiat 500 negli States) l’amministratore delegato del Lingotto ha messo le mani avanti ricordando come “il settore dell’auto dipende dalla domanda del mercato. Fino a quando non c’è ottimismo la gente non compra le auto e noi non le vendiamo”.
Per cui un eventuale swap industriale tra il 49% di Gmac (la divisione finanziaria di General Motors) e le attività manifatturiere nel settore auto di Chrysler (al momento controllata all’80% da Cerberus, fondo che è anche socio di Gm proprio in Gmac avendone rilevato il 51%) potrebbe non avere in questo momento molto senso: “non so che cosa risolva. Non vedo i benefici” ha commentato lapidario il manager.
La chiave per superare il momento difficile non passa dunque, per Marchionne, da un nuovo giro di risiko quanto dal ristabilimento del clima di fiducia e in questo senso le misure annunciate dall’Eurogruppo nel weekend per far fronte alla crisi rappresentano “un passo nella giusta direzione” anche se è “solo l’inizio. Bisogna vedere quello che succederà” nei prossimi mesi.
Il problema principale resta infatti “la mancanza di liquidità del sistema che andrà a impattare sui consumatori, sugli investimenti e sulla capacità dell’industria di finanziare la crescita”. In simili frangenti le quotazioni del titolo in borsa, che la scorsa settimana avevano toccato i minimi dal novembre 2005, appaiono aver “ormai perso qualsiasi punto di riferimento con la valutazione reale. E’ come i numeri del lotto”.
Punto interrogativo anche per il futuro di Fiat in Acea, l’associazione dei costruttori d’auto del vecchio continente: a chi gli chiedeva se davvero Torino ha intenzione di uscirne Marchionne non ha voluto rispondere se non con un lapidario “non so, per il momento stiamo analizzando” l’ipotesi. Difficilmente però una risposta potrà conoscersi già per il Cda di Chicago in calendario per il 23 ottobre.
In tale sede, infatti, si dovrebbe parlare solo di numeri e prospettive 2009, posto che gli obiettivi 2008 sembrano ormai al sicuro nonostante le turbolenze di queste settimane,come aveva già fatto sapere le scorsa settimana il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo.
Luca Spoldi



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