Fiat/ Lunedì Marchionne va a Berlino per parlare di Opel
E ora la Opel. Lunedì Sergio Marchionne vola in Germania per incontrare a Berlino i ministri competenti: "Esamineremo tutti i dossier con correttezza", promette il cancelliere Angela Merkel dopo le polemiche anti-Fiat dei giorni scorsi mentre il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, socialdemocratico, indica in 14 punti le richieste della politica tedesca al futuro acquirente di Opel. Tra i punti c'è "il mantenimento degli impianti esistenti in Germania" (4 stabilimenti) e di "molti posti di lavoro", oltre alla garanzia che eventuali aiuti di stato di Berlino non vengano utilizzati a vantaggio di altri interessi fuori dalla Germania. Il ministro inserisce addirittura "il gradimento delle maestranze e dei concessionari"
Nella trattativa Marchionne parte in salita. Sindacati e Spd hanno fatto sapere in tutti i modi che gradirebbero la soluzione Magna, una società austriaca che parla tedesco e dunque gode di maggiore considerazione. Ma Magna da sola non è in grado di risolvere i problemi della Opel perché è specializzata nella componentistica e nella progettazione. E Opel con Magna sarebbe esattamente nella stessa situazione di Fiat prima dell'accordo con Chrysler: non avrebbe cioè (con poco più di due milioni di auto prodotte) sufficiente massa critica per stare efficacemente sul mercato internazionale dell'auto. Dunque è possibile che accanto a Magna (che ha il vantaggio di avere i soldi e ha promesso di investire 5 miliardi di dollari) si debba comunque trovare un partner in grado di inserire la casa tedesca in un gruppo più grande dopo l'abbandono da parte di Gm.
Nulla di strano dunque se Fiat e Magna si alleassero per rilevare la casa tedesca: con Marchionne che mette le tecnologie e gli austriaci che mettono la progettazione e i soldi. L'alternativa a Fiat sarebbero i russi di Gaz e non è detto che darebbero ai tedeschi maggiori garanzie di quante è in grado di darne il Lingotto.
A spingere per la soluzione russo-austriaca sarebbe, secondo lo Spiegel, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Shroeder, oggi in affari nel Baltico. Mentre i sindacati dell'Ig Metall accusano la Fiat di voler investire in Germania, "meno di 750 milioni".
La parola decisiva non la diranno comunque i tedeschi ma gli americani. Perché oggi la Opel è ancora la divisione europea di Gm. Marchionne dovrà dunque tornare a Detroit a trattare con gli stessi uomini del tesoro Usa che ha già conosciuto nella vicenda Chysler. Che non è comunque chiusa. Secondo il Wall Street Journal ci vorranno due mesi prima che la vicenda legale della bancarotta pilotata giunga al termine e non è detto che questo avvenga senza esborso di denaro.



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