Fiat, la Fiom va all'attacco: otto ore di sciopero
L'assemblea dei delegati Fiom ha accolto la proposta della segreteria per uno sciopero nazionale di 8 ore il 21 ottobre in tutto il gruppo Fiat, approvando all'unanimità il documento. Mobilitazione che sarà estesa alle aziende della componentistica, con una manifestazione nazionale a Roma.
LA POSIZIONE DELLA FIOM - L'obiettivo dello sciopero nazionale proposto dalla Fiom è quello di dare unità a tutte le vertenze che riguardano il gruppo Fiat. Lo ha detto il segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil responsabile per il settore auto, Giorgio Airaudo, annunciando l'iniziativa di mobilitazione nel corso dell'assemblea dei delegati Fiom. Per Airaudo, infatti, bisogna agire «subito», soprattutto dopo che il Lingotto ha fatto sapere di uscire da Confindustria. Secondo il segretario nazionale della Fiom il fatto che Fiat non farà più parte di Confindustria, la chiusura annunciata degli stabilimenti di Termini Imerese e di Valle Ufita e il taglio delle pause, rientrano «nello stesso disegno», un quadro contro cui il sindacato ha deciso di proporre lo sciopero anche per «rimettere al centro dell'attenzione il piano industriale di Fiat». A riguardo, Airaudo ha precisato: «Fabbrica Italia non esiste come piano industriale» e ha aggiunto che occorre «mandare un segnale a tutto il Paese, noi non siamo rassegnati alla legge Fiat, ovvero all'articolo 8 della manovra di agosto». Inoltre per il sindacalista dalla mobilitazione può arrivare «un contributo importante per la riconquista del contratto nazionale, un segnale importante per tutta la categoria». Tornando a parlare dello strappo della Fiat, che ha accelerato la necessità di reagire, Airaudo ha sottolineato: «io penso che Confindustria sia finita e non penso sia in grado di recuperare la Fiat». A conclusione del suo discorso il segretario generale della Fiom ha anche annunciato che lo sciopero sarà l'occasione per lanciare alcune campagne. A tal proposito Airaudo ha sottolineato: «serve una commissione di inchiesta, un'audizione al Parlamento italiano sui diritti di cittadinanza nei luoghi di lavoro».


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