Fiat/ Elkann: la priorità in questo momento? Trovare un partner
| Fiat ko/ Addio al dividendo e ricapitalizzazione. Ecco gli spettri che agitano il Lingotto Fiat/ L'ipotesi-aggregazione spacca i sindacati: no della Fiom, ok da Fim-Uilm Immediata la reazione in Borsa alle parole del vicepresidente Elkann: il titolo Fiat, su cui JpMorgan ha avviato la copertura, con giudizio neutral e target price di 5 euro, ha iniziato la seduta in calo, come il resto del mercato (minimo a 5,285 euro) poi si e' ripreso e a metà seduta segna un progresso del 4,1%, a 5,59 euro, dopo aver toccato anche un massimo a 5,66 euro. |
"Il livello della partecipazione - sottolinea ancora John Elkann - diventerebbe di secondaria importanza rispetto alla posizione competitiva e al valore aggiunto apportato da una nuova combinazione".
Insomma, la strategia a Torino è già stata decisa. Non è certo un caso, infatti, se il giovane vicepresidente scrive le stesse cose dette appena ieri dall'a.d.. "Per fare soldi bisogna arrivare a 5,5- 6 milioni di veicoli all'anno. Quindi bisogna fare delle aggregazioni in un modo o nell'altro. La nostra strategia delle allenze industriali mirate era un metodo per arrivare ad un certo tipo di aggregazione", ha affermato Marchionnein un'intervista al quindicinale Automotive News Europe.
Il manager ha ammesso che "vista la situazione dei mercati e quel che ci aspetta in futuro quanto fatto finora non basta. Chissà, forse la mia visione molto draconiana puo' essere errata, ma io sono convinto che al termine di questo ciclo di crisi - diciamo fra 24 mesi: resteranno i seguente protagonisti indipendenti: un costrutotre americano, uno tedesco, un europeo-giapponese con una significativa estensione negli Stati Uniti, un giapponese, un cinese e un altro potenziale europeo". L'a.d. di Torino ha sottolineato anche: "I Wal-Mart del mondo dell'auto e Fiat Group Automobiles e' uno di questi, devono convenire che in futuro - ha affermato - sara' richiesto un nuovo modello di business, ben diverso da quello attuale dove l'indipendenza non e' piu' sostenibile. Visti i livelli degli investimenti richiesti per lanciare nuovi modelli, non e' pensabile che tutti gli attuali protagonisti del settore conservino la loro indipendenza". Marchionne ha paragonato le auto ai computer dove i vari componenti, prodotti da fornitori altamente qualificati e specializzati, vengono assemblati e personalizzati da aziende-marchio.



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