I politici fantoccio e i personaggi di rappresentanza

Venerdì, 23 gennaio 2009 - 16:14:00

La Fiat, in difficoltà per un livello di indebitamento superiore al previsto di quasi 2 miliardi e nel bisogno urgente di denari poichè si trova nella necessità di onorare le scadenze nei confronti dei suoi creditori, soprattutto bancari, si guarda intorno per organizzare un consorzio, e chi trova pronto a metter mano al portafoglio e a fornire la provvista di denaro? Unicredit e BancaIntesa, le due maggiori banche nazionali: come a dire lo stesso creditore presta i denari al debitore per consentirgli di rimborsargli il prestito.

Ma come, Unicredit e Banca Intesa? Sempre loro? Ma non sono nell'occhio del ciclone del credit crunch e dei crolli di borsa? Ma non sono anche loro, come il loro debitore torinese, alle prese con gravi problemi di liquidità, ratios inadeguati, bond in scadenza, derivati perniciosi, necessità finanziare, ricapitalizzazioni obbligate? Da dove prendono, beati loro, le energie per andare in soccorso della malmessa Fiat? Misteri del capitalismo italico, autorevolmente definito "relazionale".

E, sempre per restare in tema di finanza e potere, la compagnia assicurativa Fondiaria Sai, sospesa in borsa per eccesso di ribasso e con previsioni di bilancio non positive e un business plan rinviato a causa delle incertezze del mercato, chiede la convocazione dei grandi soci del Corriere della Sera. Per liquidare la partecipazione e fare cassa o comunque per mettere in discussione un investimento rivelatosi disastroso, come ha appena fatto il re della Sanità Rotelli? Neanche per sogno: semplicemente per mettere in discussione la direzione del Corriere della Sera.

Stranezze del capitalismo relazionale, dove tra banche e industrie non ci sono più pareti divisorie; i conflitti di interesse sono endemici e diffusi, i direttori dei giornali sono di casa e la responsabilità, parola chiave del discorso di Obama, compare solo nei convegni e come branca della direzione Immagine. Forse non ha proprio tutti i torti l'esagerato David Icke nel suo libro un po' paradossale "Guida alla cospirazione globale":  il nostro mondo, è la tesi, è controllato da una rete di famiglie, tutte imparentate fra loro, che manipolano gli eventi attraverso politici-fantoccio e personaggi di rappresentanza.

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