Portafoglio/ Fed, rally inflazione dietro l'angolo. Come proteggersi investendo in bond

Sabato, 6 novembre 2010 - 11:45:00

Perché la Fed, che peraltro ha brillantemente creato le attese per un secondo round di acquisti di titoli di stato di importo modesto (500 miliardi di dollari) per poi "concedere" 100 miliardi in più nell'annuncio dato mercoledì sera, non ha invece spinto maggiormente sull'acceleratore delle misure "non convenzionali" con cui cercare di far scendere un livello di disoccupazione (9,6%) ritenuto inaccettabile a lungo termine da Ben Bernanke e gli altri banchieri centrali Usa? Secondo l'ex membro del board della stessa Fed, Laurence Mayer, citato da Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, nell'ultimo numero della newsletter "Il Rosso e il Nero", perché ha paura di incorrere in future perdite sui propri titoli.

Col nuovo programma di riacquisto di bond governativi, aggiunge Fugnoli, "la Fed diventerà tra l'altro il più grande hedge fund del mondo e supererà, con i suoi tre trilioni, i 2,7 che la Cina si è messa via in questi anni". La Fed, ricorda l'esperto, "tecnicamente si indebita con le banche allo 0,25% e investe su tutta la curva. La sua equity è zero e la sua leva è quindi infinita (quello cinese, per contro, è tutto "real money")".

Naturalmente l'istituto centrale americano "può evitare di realizzare perdite come fanno tutti i mortali che immobilizzano i titoli, portandoli cioè a scadenza" ma se questo "è abbastanza facile fino ai 5-7 anni (il tempo che ragionevolmente richiederà l'exit strategy)", è "decisamente più imbarazzante per decennali e trentennali". Eppure ugualmente, nota Fugnoli, "con un certo coraggio, la Fed metterà 36 dei 600 miliardi" del nuovo programma di riacquisto "in titoli fra i 10 e i 30 anni".

A fronte di questo quadro, esiste la possibilità, non immediata ma da metà del decennio, che la Fed sia disponibile a tollerare un'inflazione "vivace", anche vicina al 5%, pur di veder riassorbita la disoccupazione. Se fosse vero vorrebbe dire accettare che i prezzi che oggi sono a 100 a fine 2015 dovrebbero essere a 128 (il 5% annuo composto), ricorda lo strategist che conclude: "Chi ha bond (in dollari, ndr) dovrebbe fare un test e vedere se il loro ritorno totale (variazione di prezzo più cedola) ha la possibilità di raggiungere il 28 per cento da qui a fine 2015. Scommettiamo di no".

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