Fao/ Il Papa: "Basta con sprechi e opulenza: la Terra può nutrire tutti"

Lunedì, 16 novembre 2009 - 10:31:00

Gheddafi: Gesù non è stato crocifisso, un altro al posto suo
Solo principi, niente soldi. Così si è concluso a Roma il vertice Fao durante il quale è stato approvato per acclamazione il documento finale. Si tratta di una dichiarazione sulla sicurezza alimentare che cita fra gli obiettivi il dimezzamento della povertà entro il 2015. Ma per raggiungere gli obiettivi non è previsto alcun impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi. Nella dichiarazione di 41 paragrafi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell’Aquila, che diventano i "Five Rome principles for sustainable food security".

Un documento con "troppe omissioni" secondo le ong, che per l'occasione hanno lanciato la campagna 'una Ok, il prezzo e' ingiusto'. I '5 Principi di Roma' al centro del documento ufficiale pongono al primo posto "gli investimenti nei programmi rurali sviluppati a livello nazionale", da implementare grazie a una nuova governance nazionale, regionale e globale per una migliore collocazione delle risorse. Il testo sottolinea che c'e' bisogno di un approccio a breve termine per affrontare l'emergenza fame delle popolazioni piu' vulnerabili e l'adozione di programmi a medio e lungo termine nelle aree di crisi, oltre a interventi lungo periodo che sradichino alla radice le cause dell' insicurezza alimentare. Per raggiungere l'obiettivo, si legge nel testo, occorre una maggiore collaborazione tra gli organismi impegnati nella sicurezza alimentare per il mantenimento delle promesse fatte nelle sedi deputate. Tutte le riflessioni partono da qui.

Da Roma è arrivato anche il monito del Papa. "La Terra puo' sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti", ha ricordato Benedetto XVI nel suo discorso al vertice. Per il Pontefice, "sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione e' sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro".

 "Questi dati - ha spiegato - indicano l'assenza di una relazione di causaeffetto tra la crescita della popolazione e la fame, e cio' e' ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico". "La fame - ha rilevato il Pontefice citando l'enciclica 'Caritas in veritate' - non dipende tanto da scarsita' materiale, quanto piuttosto da scarsita' di risorse sociali, la piu' importante delle quali e' di natura istituzionale. Manca, cioe', un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all'acqua regolare e adeguato, sia di fronteggiare le necessita' connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari".


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Per Papa Ratzinger,"il problema dell'insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi piu' poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioe' di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale, in modo da garantire una loro sostenibilita' anche nel lungo periodo".

Solo oggi 17mila bambini moriranno di fame, eppure il mondo ha abbastanza cibo per sfamarli e questo non e' accettabile. Cosi' il segretario generale dell'Onu, Ban Ki- Moon, nel suo intervento d'apertura ha posto l'accento sulle 'emergenze alimentari che affliggono il sud del mondo' e ha esortato il presidente Usa Barack Obama e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come presidente del G8 a 'continuare lavoro fatto finora'.

Ban ne ha 'apprezzato' la leadership e ha ricordato l'impegno preso al G8 dell'Aquila di investire 21 miliardi di dollari nella lotta contro la fame, risorse 'che va assicurato siano messe a disposizione dei poveri, coordinate bene e imperniate sul sitema multilaterale'. Nel breve termine, ha esortato il segretario generale Onu, 'servono risposte efficaci e concrete per le emergenze, con incrementi prevedibili dei finanziamenti nel lungo termine'.

Dello stesso totno il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviato, in occasione del "Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare", al segretario generale delle Nazioni Unite, al direttore generale della Fao e alle Autorita' partecipanti un messaggio nel quale sottolinea come "nel 2009 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame. Questa drammatica realta', aggravata ulteriormente dalla crisi economica e finanziaria, non puo' lasciare indifferenti. Proprio la crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente ed equamente distribuiti. E' tempo di un rinnovato impegno da parte della comunita' internazionale, specie dei paesi piu' ricchi, per sconfiggere la poverta' e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso. L'Italia e' da sempre impegnata in prima fila, al fianco delle Nazioni Unite e della Fao, nel quadro del G-8 e dell'Unione europea, per sconfiggere la fame nel mondo e per affermare ovunque i principi universali del diritto alla vita, alla dignita', a una condizione ambientale vivibile e a un modello di sviluppo che abbia a cuore l'elevamento della condizione umana". Nel messaggio, il presidente Napolitano esprime la propria fiducia "che i lavori del vertice faranno emergere preziose indicazioni per una rinnovata strategia mondiale sulla sicurezza alimentare".

"L'anno scorso in questa sede, il direttore generale della Fao, Diouf, chiese di passare dalle parole a fatti: per quanto mi riguarda ho preso per buono questo invito, e messo al centro del G8 de L'Aquila il problema dei soldi da trovare" ha detto dal canto suo il premier italiano, Silvio Berlusconi. In quella sede, ha ricordato il capo del governo, è stato lanciato un programma da 20 miliardi di dollari per i prossimi tre anni. "Ora - ha annunciato - c'è da lavorare perchè ogni Paese si assuma questo impegno in modo preciso, con date e modalità, affinchè questi soldi possano andare ad aiutare gli agricoltori, soprattutto i piccoli agricoltori ed implementare la produzione generale nel mondo, ciò che dovremmo fare tutti insieme durante questo Vertice".

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