Export/ Boom nel 2010 di Sardegna e Sicilia
Il Mezzogiorno tira il fiato e mette a segno nel 2010 la migliore performance per quanto riguarda il Made in Italy. Secondo l'Istat, il Sud ha visto incrementare di un punto percentuale l'incidenza delle esportazioni sul totale nazionale (dal 10,5 all'11,5 per cento). L'incremento della quota delle vendite ha interessato soprattutto i paesi extra Ue (dal 10,7 al 12,4 per cento. La composizione delle esportazioni per area geoeconomica di sbocco ha visto, pertanto, aumentare il peso dei paesi extra Ue dal 43 al 45,9 per cento a scapito di quella verso i paesi Ue.
Boom dell'export per Sardegna e Sicilia: i dati dell'Istat segnalano che i maggiori incrementi per le Regioni che contribuiscono di piu' ai flussi commerciali con l'estero, riguardano appunto la Sardegna (+59,4%), e la Sicilia (+47,6%) seguiti da Lazio (+24%), Puglia (+20,2%), Trentino-Alto Adige (+19,4%) e Abruzzo (+18,8%). Sempre con riferimento alle regioni piu' rilevanti per le vendite all'estero, si segnala una crescita contenuta per Liguria (+1,9%) e Friuli-Venezia Giulia (+7,9%), mentre e' inferiore alla media nazionale la crescita delle esportazioni per Marche (+11,2%) e Lombardia (+14,1%), regione per la quale si riduce leggermente la quota sul complesso delle esportazioni nazionali (dal 28,2 al 27,8%).
L'Istat segnala che l'analisi per area di sbocco mette in evidenza come l'incremento delle esportazioni delle regioni del mezzogiorno (+27 per cento) abbia interessato maggiormente i flussi diretti verso i paesi extra Ue (+35,7 per cento), con variazioni particolarmente significative per Russia, paesi Mercosur, e Turchia. Un incremento particolarmente intenso si registra, per l'area Ue, anche per le esportazioni verso la Spagna. Per le altre regioni risulta sempre maggiore l'incremento delle esportazioni verso i paesi Ue: +18,3 per cento per quelle del centro, +16,4 per cento per quelle nord-orientali e +14,2 per cento per quelle nord-occidentali. I principali incrementi delle esportazioni comunitarie sono stati registrati dalle regioni del nord-est verso Regno Unito e dall'Italia centrale verso Francia e Germania. Per quanto riguarda i paesi extra Ue i principali aumenti si registrano dalle regioni del centro e del nord-est verso i paesi Mercosur, dalle regioni nord-orientali verso la Cina e da quelle nord-occidentali e del mezzogiorno verso la Turchia. Risulta in flessione la quota delle esportazioni della ripartizione nord-occidentale sul complesso delle esportazioni nazionali, passata dal 40,5 al 39,9 per cento, con una caduta piu' intensa sui mercati dell'area extra Ue (dal 40,7 al 39,7 per cento). La quota delle vendite della ripartizione nord orientale e' sostanzialmente stabile, pur in presenza di una riduzione della quota verso i paesi extra Ue (da 30,4 a 29,7 per cento). La struttura geografica delle esportazioni della ripartizione mostra un leggero incremento del peso dell'area Ue che, nel corso del 2010, ha rappresentato il 59,5 per cento delle esportazioni, rispetto al 59 per cento del 2009. Per le regioni del centro si registra una crescita di 0,2 punti percentuali della quota delle esportazioni sul totale nazionale, che si attesta al 15,8 per cento, dovuta all'aumento del peso dei flussi verso i paesi Ue (dal 14,6 al 15 per cento), mentre la quota dei paesi extra Ue e' in leggera flessione.
La struttura geografica delle esportazioni si e' modificata a favore dei paesi Ue, la cui incidenza e' aumentata dal 53,9 per cento al 54,3 per cento. Dal punto di vista dei prodotti e della regione di origine delle esportazioni, si segnalano, in ordine di contributo alla variazione , incrementi significativi per metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Lombardia (+21 per cento), coke e prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia (+49,9 per cento) e dalla Sardegna (+77,1 per cento), sostanze e prodotti chimici dalla Lombardia (+23,9 per cento), macchinari ed apparecchi da Emilia Romagna (+13,0 per cento), macchinari ed apparecchi dal Veneto (+18,8 per cento), computer, apparecchi elettronici e ottici dalla Lombardia (+27,7 per cento).



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