Export, sempre peggio
Si allarga il deficit della bilancia commerciale italiana a settembre. Il disavanzo, segnala l'Istat, si e' attestato a 2,586 miliardi di euro, contro gli 1,498 miliardi segnati nello stesso mese dell'anno scorso. Migliora l'avanzo nei confronti dei soli Paesi Ue: l'attivo e' risultato pari a 690 milioni contro i 607 milioni registrati a settembre 2007. Considerando l'interscambio complessivo, nel mese di settembre, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, spiega ancora l'Istat, le esportazioni sono aumentate dell'8,6% 31.720 milioni di euro e le importazioni dell'11,7% a 34.306 milioni.
Nel periodo gennaio-settembre le esportazioni hanno registrato, rispetto allo stesso periodo del 2007, un incremento del 5% e le importazioni del 5,7%. Nello stesso periodo il saldo e' stato negativo per 9.889 milioni, in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo dello scorso anno, pari a 7.734 milioni. Per quanto riguarda la dinamica dei flussi commerciali da e verso l'area Ue l'export e' cresciuto del 5,7% e l'import del 5,4%. Nei primi nove mesi, rispetto allo stesso periodo del 2007, le esportazioni sono cresciute del 2,9% e le importazioni sono risultate pressoche' stazionarie (piu' 0,1%).
Nello stesso periodo il saldo e' stato positivo per 9.870 milioni, in netto aumento rispetto all'avanzo di 5.459 milioni rilevato nello stesso periodo del 2007. Nel dettaglio, su base tendenziale, rileva l'Istat, le esportazioni verso la Germania hanno registrato un aumento dell'8,8% e verso la Francia del 6%. Tra i restanti Paesi, caratterizzati da una quota inferiore, ma significativa, i maggiori incrementi hanno riguardato la Grecia (+17,5%), la Polonia (+13,4%), l'Austria (+10,6%) e il Belgio (+9%), mentre flessioni si sono registrate per la Spagna (-9,5%) e il Regno Unito (-7%).
Le importazioni dai principali partner commerciali sono aumentate dalla Germania (+ 7,9%), dal Belgio (+7%), dai Paesi Bassi (+4,4%) e dalla Francia (+3,1%); anche per le importazioni, si conferma la dinamica positiva dell'Austria (+13,8%). Flessioni delle importazioni hanno riguardato invece, in linea con il mese precedente, il Regno Unito (-6,8%) e la Spagna (-1%).
Nel mese di settembre i maggiori incrementi delle esportazioni hanno coinvolto i settori dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+19,4%), dei metalli e prodotti in metallo (+13,4%), del cuoio e prodotti in cuoio (+7,5%) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (+7,3%). Le flessioni hanno riguardato legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (-9,3%), prodotti petroliferi raffinati (-3,5%), articoli in gomma e in materie plastiche (-1,2%) e prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,9%).
Dal lato delle importazioni, tra i settori di maggior peso sono da rilevare gli incrementi di metalli e prodotti in metallo (+19%), prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (+10,4%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,8%); flessioni si sono rilevate per mezzi di trasporto (-5,7%) e apparecchi elettrici e di precisione (- 5,2%).



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