Evasione fiscale/ Accordo fra Ubs e gli Stati Uniti
Mercoledì, 12 agosto 2009 - 20:37:00
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Secondo Washington, Ubs, che sta cercando di uscire dalle pesanti conseguenze della crisi finanziaria mondiale (ha chiuso il secondo trimestre con una perdita di 1,4 miliardi di franchi svizzeri), avrebbe aiutato 52.000 ricchi americani a evadere le tasse utilizzando i paradisi fiscali. Il legale rappresentante degli Stati Uniti ha precisato che una volta che l'accordo sarà siglato le accuse a carico dell'istituto elvetico cadranno.
Dieci giorni fa da alcune iniscrezioni era emerso che Ubs sarebbe stata disponibile a consegnare alle autorità Usa circa 5mila nomi di clienti americani, un decimo dei 52mila richiesti dal fisco d'oltre oceano. Ciò avverrebbe, secondo le stesse voci, senza infrangere formalmente il segreto bancario svizzero, ma sfruttando la maggiore collaborazione elvetica in tema di evasione fiscale, fissata nell'accordo di revisione della doppia imposizione, siglato dai governi di Berna e Washington nelle scorse settimane.
In pratica, la Confederazione accorderebbe assistenza sui 5mila nomi su cui gravano gli indizi più pesanti di frode o evasione, impegnandosi a consegnarli in tempi rapidi. Probabilmente dopo il 23 settembre, data in cui negli States cessa la possibilità per gli evasori di autodenunciarsi con procedura semplificata. Se così fosse, il fisco Usa otterrebbe una parte di ciò che voleva. Il governo di Berna, che aveva intimato a Ubs di non consegnare altri nomi, dal canto suo concederebbe senza rinunciare formalmente al segreto bancario. Ubs ha già pagato una multa di 780 milioni di dollari ed ha già consegnato nei mesi scorsi, con l'accordo di Berna, i 200-300 nomi dei clienti Usa più esposti alle accuse di reati fiscali. Sulla borsa di Zurigo, il titolo Ubs ha reagito bene alla notizia salendo del 2% in seguito all'accordo.



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