Eurolandia/ Grecia, Bruxelles: ok al piano di aiuti. Bce e Fmi faranno da consulenti
| PENSIONI: BERLUSCONI, PESANO SU BILANCI STATI. SERVE RIFORMA - Silvio Berlusconi, al vertice straordinario di Bruxelles, ha posto il problema della riforma delle pensioni e della necessita' di allungare l'eta' lavorativa. "Le pensioni stanno pesando sempre di piu' sui bilanci di tutti gli Stati", dice il premier. |
Ora è ufficiale: Bruxelles corre in aiuto della Grecia
. "Abbiamo raggiunto un accordo, adesso andiamo a presentarlo al consiglio", ha detto infatti il presidente della Ue Herman Van Rompuy, annunciando l'accordo raggiunto per sostenere la Atene. Si è presentato sti all'uscita del palazzo Justus Lipsius attorniato dal premier greco Papandreou, dal presidente della Bce Trichet, dal presidente francese Sarkozy, dalla cancelliera tedesca Merkel che rassicura "non lasceremo cadere la Grecia", e dal presidente della commissione Barroso. Ed era stato proprio Barroso, prima della riunione, a chiedere ad Atene "di adottare misure supplementari per preservare la stabilità finanziaria della zona euro". Linea appoggiata in pieno dai partecipanti alla riunione"."Pieno sostegno ad Atene che non ha chiesto aiuti - ha continuato Van Rompuy - ma attui le misure in maniera rigorosa. I Paesi europei sono pronti a difendere la stabilità finanziaria". Secondo alcune fonti definiranno il pacchetto con l'aiuto degli esperti della Bce e del Fondo Monetario Internazionale, ma senza utilizzare i soldi del Fmi.
La decisione di sostenere la Grecia è stata sottoscitta da tutti i 27 Paesi dell'Ue ha annunciato il cancelliere tedesco Angela Merkel, aggiungendo che ad Atene, che non ha fatto richiesta di alcun sostegno finanziario, è stato inviato dall'Europa un segnale politico molto chiaro. Germania e Francia, le fa eco l'inquilino dell'Eliseo Nicolas Sarkozy, sono esattamente sulla stessa posizione per quello che riguarda la situazione greca e ritengono la crisi attuale dimostri la necessità di una migliore governance economica a livello europeo. "Abbiamo mandato oggi un segnale politico molto chiaro, spetta però ora alla Grecia rispettare gli impegni" ha detto la Merkel. "Saremo pronti a sostenere Atene, ma deve agire anche da sé" ha aggiunto la leader del governo tedesco.
Francia e Germania saranno "il motore" del processo che porterà a un governo economico europeo. Questo il segnale forte lanciato da Sarkozy e Merkel a Bruxelles. Merkel e Sarkozy hanno spiegato di aver "raccolto il consenso" degli altri leader europei sull'esigenza di rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nazionali attraverso l'indicazione di "obiettivi selzionati e condivisi".
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L'accordo che prevede il sostegno comunitario ad Atene stabilisce che gli Stati dell'area euro hanno "una responsabilità condivisa" per quanto riguarda la stabilità economica e finanziaria dell'area. In questo contesto, l'Unione "sostiene pienamente gli sforzi del governo greco e il loro impegno a fare tutta quanto è necessario, compresa l'adozione di misure addizionali per assicurare che gli ambiziosi obiettivi fissati dal piano di stabilità per il 2010 e gli anni successivi siano raggiunti". È il testo della dichiarazione letta dal presidente Herman Van Rompuy all'inizio del vertice dei 27 capi di Stato e di governo dell'Ue. I partner europei invitano inoltre il governo greco a mettere in pratica "tutte le misure in modo rigoroso e determinato per ridurre effettivamente il deficit dei conti del 4% nel 2010". Il controllo sull'attuazione delle raccomandazioni spetta alla Commissione, "in collegamento con la Bce"; la stessa Commissione proporrà le misure aggiuntive necessarie, avvalendosi della consulenza tecnica del Fondo monetario internazionale. Una prima valutazione sarà fatta a marzo. I governi guida dell'Unione, si erano comunque impegnati in prima persona in precedenza nel sollecitare interventi a difesa della solidità dell'euro. E dagli Stati Uniti il consigliere economico della Casa Bianca Christina Romer ha detto che l'America darà il suo sostegno a qualsiasi iniziativa per rendere più stabile e sicura la situazione di Atene.
"Accogliamo con soddisfazione il sostegno alla Grecia dai suoi partner della Ue, che, insieme con le azioni intraprese dalle autorità greche, rappresenta un nuovo passo importante in risposta alle sfide che fronteggia il paese. Il Fondo - scrive il direttore delle Relazioni esterne dell'Fmi, Caroline Atkinson - come rilevato dai leader dell'Unione europea, è pronto a offrire esperienza e sostegno necessari".
Intanto la Banca centrale europea ha emesso il suo Bollettino in cui prevede che l'economia dell'area euro "crescerà a ritmo moderato nel 2010 e il processo di ripresa risulterà probabilmente discontinuo". La disoccupazione dovrebbe seguitare a registrare un certo incremento, attenuando la crescita dei consumi". Preoccupa la situazione occupazionale. Il tasso di disoccupazione nell'Eurozona resta molto alto e si colloca al 10,5 per cento nel 2010 e nel 2011, rivisto in leggero calo dello 0,1 per cento nel 2010 e in rialzo dello 0,1 per cento nel 2011. I rischi per le aspettative, notano gli esperti, sono "orientati lievemente al rialzo per il 2010 e il 2011". Le aspettative sulla disoccupazione a lungo termine per il 2014 sono state riviste leggermente al rialzo di 0,1 per cento all'8,6%, mentre i rischi più a lungo periodo sono considerati decisamente al rialzo.
Invece resta l'allarme sui conti pubblici: "la riforma della spesa va posta in primo piano". Molti paesi dell'area euro, spiega l'Istituto "devono far fronte a squilibri di bilancio notevoli e un netto incremento, che rischiano di comportare tassi di interesse a medio e lungo termine meno favorevoli e investimenti privati più contenuti". Per la Bce questi livelli di disavanzo e debito pubblico "esercitano ulteriori pressioni a carico della politica monetaria, minando il Patto di stabilità e crescita in quanto pilastro fondamentale dell'unione economica e monetaria". Secondo l'Eurotower, i tagli al fisco "andrebbero considerati soltanto nel medio periodo, una volta che i paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci".
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Il processo dei risanamenti delle finanze pubbliche, si legge ancora nel bollettino, "dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel Patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil. La riforma della spesa va posta in primo piano".
Intanto sui mercati la situazione si è calmata. Gli investitori non hanno nemmeno reagito male ai dati del quarto trimestre sull'economia spagnola: secondo l'ufficio statistica iberico, infatti, Madrid è ancora in recessione. Il Pil nel quarto trimestre è arretrato dello 0,1% su base trimestrale mentre si è contratto dell'1,3% su base annuale. Nel 2009 la contrazione è stata complessivamente del 3,6%.



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