Eredità Agnelli/ La Procura dà ragione a Margherita. Il pg: competente il giudice italiano

Martedì, 7 ottobre 2008 - 13:45:00

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Sulla causa sollevata da Margherita Agnelli in merito all'eredità di suo padre Gianni è competente il giudice italiano. E' quanto sostiene il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Martone. Stamane, davanti alle sezioni unite civili della Suprema Corte, si è svolta la Camera di Consiglio relativa al regolamento di competenza sulla questione.

La decisione degli ermellini sarà resa nota entro un mese, con deposito dell'ordinanza: i giudici di Piazza Cavour dovranno infatti stabilire che sulla questione, per cui Margherita Agnelli ha citato in giudizio sua madre Marella Caracciolo, l'avvocato di famiglia Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e il commercialista svizzero Siegfried Maron, sia competente il giudice italiano (ossia il Tribunale di Torino, che ha sospeso il procedimento in attesa della pronuncia della Cassazione) oppure il Tribunale elvetico.

In Svizzera, Paese dove risiedono sia Marella Caracciolo che Maron, nel 2002, Margherita Agnelli aveva sottoscritto con la madre un accordo economico sull'eredità.

E tale accordo in Italia non ha alcun valore. Di questo sono convinti i legali Romano Vaccarella e Charles Poncet, difensori di Margherita Agnelli. "Siamo stra convinti che il processo sull'eredità debba restare in Italia - ha detto Vaccarella, al termine della Camera di Consiglio in Cassazione - per il Diritto italiano quell'accordo è nullo".

I difensori attendono con "piena fiducia" la decisione della Suprema Corte, che sarà nota entro un mese: "I colleghi italiani - ha aggiunto l'avvocato svizzero Poncet - mi dicono che il contratto, dal punto di vista italiano, è quasi palesemente nullo ed è per questo che e' stato fatto in Svizzera. E' un accordo firmato e depositato da avvocati che si erano impegnati a non darne copia a nessuno, poi hanno mandato qualcuno a trascriverlo, omettendo dei passaggi non innocui".


Margherita Agnelli (Foto Diva)

Lo scopo di Margherita Agnelli, continua l'avvocato Poncet "non è di avere dei soldi, ha ricevuto un importo cospicuo che le è sufficiente, ma vuole ottenere, nel suo interesse, in quello di sua madre e dei suoi figli, che coloro che per anni hanno gestito gli interessi del padre spieghino cosa hanno fatto. Si tratta di dimostrare che i metodi seguiti nel passato non sono accettabili in un'epoca che ci dimostra come siano importanti l'onestà, la trasparenza e l'etica nelle attività economiche".

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