Scontro sindacati/ Cigl e Cisl-Uil verso una spaccatura insanabile. Quel documento scomodo della Cgil

Venerdì, 14 novembre 2008 - 08:05:00

 

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L'incontro a palazzo Grazioli, la residenza privata a Roma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, fra il premier, alcuni ministri (economici) e Cisl, Uil e Confindustria c'è stato. Oltre ad averlo indirettamente confermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi ("il Governo può tenere incontri informali"), lo ha confermato anche il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini: "Ho appreso la notizia dell'incontro da un'agenzia di stampa. Sono rimasta sorpresa. Ho chiamato il sottosegretario Letta - ha spegato infatti la sindacalista romana - e poco dopo mi ha richiamata il presidente Berlusconi che in qualche modo si scusava di questo incidente, nato da una necessità di rispondere a Confindustria, Cisl e Uil rispetto alla riforma del modello contrattuale che da loro era stato già sottoscritto".

Insomma, la Cgil è stata esclusa. E la tesi di Guglielmo Epifani, per il fatto che da Palazzo Chigi non è arrivata

Rumors/ Pronto il pacchetto-Tremonti: giù le bollette. Via libera della Camera alla Finanziaria
ancora nessuna convocazione, come chiesto da Corso d'Italia, secondo alcuni, è sempre più valida. Dal primo sindacato italiano sostengono che, come nel 2002, il governo Berlusconi tenta di mettere nell'angolo la Cgil. Lo fece, fa notare un sindacalista interpellato da Affari, nel 2002 con il Patto per l'Italia e con la questione dell''Articolo 18. Quella volta, però, rimarcano dalla Cgil, i rapporti con la Confindustria di D'Amato erano diversi. "Ora con la Marcegaglia, ci si apettava un comportamento più lineare, differente rispetto alla presidenza D'Amato. Invece...". 

Per Palazzo Chigi, la Cgil è un parte che, ai tavoli, sta diventando troppo scomoda. A partire dalla riforma della scuola e del modello contrattuale, che il primo sindacato italiano vuole portare a compimento, includendo anche la piattaforma del pubblico impiego, dove il datore di lavoro è proprio l'esecutivo. Per non parlare del decreto legge anti-crisi. Un pacchetto di misure per sostenere l'economia reale che, secondo alcuni, ha creato qualche frizione anche all'interno dello stesso Consiglio dei ministri, perché, con la Finanziaria in dirittura d'arrivo (la Camera dei Deputati ha appena dato il suo via libera), rischia di mettere in discussione i saldi di bilancio che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non vuole assolutamente toccare. La scorsa settimana, infatti, la confederazione cigiellina ha presentato al Governo una sua piattaforma contro la crisi. "Un vero e proprio manifesto", steso dall'assemblea dei delegati della Cgil che Epifani ha consegnato a Tremonti, ma dal quale non ha ricevuto alcun feedback. Comportamento che in Corso d'Italia hanno letto come un rifiuto, perché, fra i diversi provvedimenti, la confederazione di Epifani chiede anche la detassazione delle tredicesime più altre misure che richiederebbero interventi aggiuntivi di spesa. Cosa che il Tesoro vuole assolutamente evitare, perchè vorrebbe dire smontare tutto l'impianto della legge di bilancio che ora si basa su tre anni. Innovazione che lo stesso Tremonti ha appena introdotto.

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