Eni/ La Libia non ferma il cane a sei zampe: conti oltre le attese

Mercoledì, 27 aprile 2011 - 16:38:00

ENI: CDA DELIBERA EMISSIONE BOND PER MASSIMO 2 MLD EURO - Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha deliberato l'emissione di uno o piu' prestiti obbligazionari, da emettersi in una o piu' tranche, da collocare presso il pubblico indistinto in Italia e da destinare alla quotazione in uno o piu' mercati regolamentati, incluso il Mercato Telematico Obbligazionario (MOT), entro il 27 aprile 2012, per l'importo complessivo massimo di 2 miliardi di euro. Le emissioni permettono di mantenere un'ampia base di investitori e una struttura finanziaria equilibrata per quanto attiene il rapporto fra indebitamento a breve e a medio-lungo termine.
Risultati oltre le attese degli analisti nel primo trimestre per Eni. Nel periodo, l'utile netto e' stato pari a 2,55 miliardi di euro in crescita del 14,6%, l'utile operativo adjusted e' ammontato a 5,13 miliardi (+18,4%) mentre l'utile netto adjusted e' salito a 2,22 miliardi (+21,6%). Il cash flow, si legge in una nota, e' pari a 4,19 miliardi di euro.

Nel primo trimestre 2011 la produzione di idrocarburi e' stata di 1,684 milioni di boe/giorno evidenziando una flessione dell'8,6% rispetto al primo trimestre 2010 (-158 mila boe/giorno). L'entita' del calo e' spiegata dall'interruzione a partire dal 22 febbraio della maggior parte delle attivita' operative Eni in Libia e dalla chiusura del gasdotto di esportazione GreenStream a causa della situazione di instabilita' politica e di conflitto nel Paese. Dal mese di aprile la produzione Eni in Libia e' di circa 50-55 mila boe/giorno interamente destinati alla produzione locale di energia elettrica. Le vendite di gas hanno registrato un recupero del 6% rispetto al primo trimestre 2010 a 32,33 miliardi di metri cubi. Il mercato italiano con un incremento del 10,2% ha beneficiato della riconquista di clienti nei segmenti industriale, termoelettrico e grossista, nonche' di maggiori ritiri. In Europa le vendite Eni sono cresciute in tutti i principali mercati (in media +14,2%), ad eccezione del Belgio penalizzato dall'azione della concorrenza. Le migliori performance sono state ottenute in Turchia, Francia, penisola iberica e Germania/Austria. In flessione le vendite agli shipper (-42,5%) a causa della minore disponibilita' di gas libico e di minori ritiri.

"Nel primo trimestre, segnato dagli eventi libici, Eni ha conseguito risultati eccellenti sostenuti dallo scenario petrolifero". Lo afferma, Paolo Scaroni, amministratore delegato commentando i dati esaminati dal Cda. "Nonostante le incertezze sui tempi di ripresa delle nostre attivita' in Libia, - aggiunge - le prospettive di redditivita' e di crescita di Eni rimangono positive grazie alla solidita' patrimoniale, alla qualita' del portafoglio di asset e dei progetti di sviluppo".

Immediata la reazione a Piazza Affari. Il titolo del Cane a sei zampe guadagna l'1,83% a 17,79 euro, dopo aver toccato un massimo di 17,88 euro con un rialzo superiore al 2%. 

Tornando ai conti,  circa la prevedibile evoluzione della gestione, "sebbene in un quadro di progressivo rafforzamento dell'attivita' economica globale, l'outlook 2011 si presenta ancora caratterizzato da incertezza e volatilita' anche per effetto della crisi libica ancora in corso". Le quotazioni del petrolio sono attese in un trend solido sostenuto da una certa ripresa della domanda; per le finalita' di proiezione economico-finanziaria di breve termine Eni assume un prezzo medio annuo del marker Brent di 101 dollari/barile. E' prevista proseguire "l'attuale fase depressa del mercato europeo del gas dove la contenuta dinamica della domanda non e' in grado di assorbire l'eccesso di offerta esistente. I margini di raffinazione sono attesi permanere su livelli non remunerativi a causa dei fattori di debolezza strutturale dell'industria e dell'elevato costo della carica".

La produzione di idrocarburi 2011, secondo il management Eni, "allo scenario di prezzo di 101 dollari/barile e' prevista in flessione rispetto al 2010 (1,815 milioni di boe/giorno nel 2010 a 80 dollari/barile) a causa della perdita di volumi connessa alla temporanea interruzione della maggior parte delle attivita' Eni in Libia". I minori volumi dovuti all'effetto prezzo nei PSA (Production Sharing Agreement) saranno recuperati dalla migliore performance. L'entita' della flessione dipendera' dal protrarsi nel tempo della crisi libica al momento non prevedibile: dal mese di aprile la produzione di idrocarburi si e' ridotta dal livello atteso di circa 280 mila barili/giorno a circa 50-55 mila barili/giorno che corrisponde alla perdita media ad anno intero di circa 600 barili per ogni giorno in cui la produzione libica rimane al livello corrente. Il management prosegue le azioni pianificate per incrementare i livelli produttivi negli altri Paesi di attivita': nel 2011 e' prevista l'entrata a regime dei campi avviati nel 2010, proseguira' l'incremento della portata produttiva del campo di Zubair in Iraq, sono previsti start-up in Australia, Algeria e Stati Uniti, e attivita' di ottimizzazione della produzione in particolare in Nigeria, Egitto, Angola e Regno Unito. Il management Eni prevede vendite di gas in crescita quest'anno rispetto al 2010 (97,06 miliardi di metri cubi nel 2010), nonostante l'attesa flessione delle vendite agli shipper per effetto della crisi libica. Sono previsti volumi in crescita in Italia dovuti alla riconquista di clienti nei segmenti termoelettrico, industriale e grossisti, e nei mercati europei target. In uno scenario di forte pressione competitiva, il conseguimento degli obiettivi di vendita fara' leva sul rafforzamento della leadership nel mercato europeo, azioni di marketing volte a consolidare la base clienti in Italia nonche' le rinegoziazioni dei contratti di fornitura di lungo termine. Sul piano finanziario, le minori vendite di gas agli shipper per effetto della crisi libica saranno bilanciate dai minori anticipi di cassa ai fornitori di gas per l'attivazione della clausola di take-or-pay, tenuto conto che Eni e' in grado di far fronte alla minore disponibilita' di gas libico tramite altre fonti di approvvigionamento. Nel 2011 sono previsti infine investimenti "in linea con il 2010 (13,87 miliardi di euro nel 2010).

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